Domenica, 15 Luglio 2018

    Ilva, Di Maio convoca associazioni e sindaco di Taranto

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

     Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, incontrerà la prossima settimana le associazioni ecologiste di Taranto ed il sindaco, Rinaldo Melucci. Procedono quindi a ritmo spedito le convocazioni degli stakeholder della vertenza Ilva.

    Dopo i commissari straordinari è tempo per le associazioni di esporre il proprio punto di vista. Atteso è inoltre il dialogo con il primo cittadino che da tempo chiedeva un confronto anche se i messaggi che arriveranno al neo ministro saranno di segno opposto, essendo i movimenti ambientalisti da tempo favorevoli alla chiusura della fabbrica ed il sindaco Melucci un assertore della continuità produttiva a condizione che lo stabilimento venga rimodernato.

    Le associazioni verranno ascoltate martedì ed è stato chiesto loro di partecipare con una delegazione che non superi i tre rappresentanti in considerazione del loro numero.

    L’elenco degli attori chiamati al tavolo del Mise è infatti lunghissimo. Si va da quelli più affini al Movimento 5 Stelle come il Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, ai promotori del Piano Taranto che in occasione del Primo Maggio hanno presentato un documento in cui riassumono le criticità che riguardano la fabbrica e le possibili alternative economiche ad essa.

    Ci sono le associazioni più radicate, come Peacelink e Legamjonici, ma anche quelle più giovani come Genitori Tarantini e Tamburi combattenti. Non sono stati convocati inoltre solo i soggetti più attivi nella città capoluogo, ma anche diverse realtà della provincia: Attiva Lizzano, Comitato art.32 di Statte, Territorio bene comune di San Marzano e Vigiliamo per la discarica di Grottaglie, solo per citare alcuni esempi.

    Di Maio ha sempre detto che la decisione finale spetterà a lui. Un po’ per rimarcare il fatto di non essere subalterno alle prese di posizione del fondatore del Movimento, ma anche, forse, per lanciare un segnale alla Lega che in questi ultimi giorni si è espressa con decisione sul tema senza fare riferimento alle parole contenute nel contratto di governo.

    Il grande escluso sembrerebbe essere proprio il governatore della Puglia Emiliano dal quale invece sono partiti, in tempi non sospetti, segnali distensivi verso i grillini. A Di Maio, il governatore ha comunque fatto sapere che non ostacolerà un eventuale progetto di chiusura e che se invece il Governo dovesse decidere di tenere in piedi la fabbrica, l’unica opportunità è quella della de-carbonizzazione che da anni va propugnando.

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