Sabato, 21 Luglio 2018

    Stellato lascia il PD alla vigilia del bilancio: quarta defezione tra i Dem

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    La dichiarazione con cui Massimiliano Stellato annuncia di voler lasciare il gruppo consiliare del PD non può passare inosservata. Il primo luogo perché si tratta di uno degli uomini che nel recente passato sono stati vicini a Melucci. In secondo luogo perché con il Partito Democratico ha affrontato le ultime elezioni politiche. Terzo, ma non ultimo, perché recentemente ha provato a portare avanti un progetto di rilancio del partito oltre le correnti.

    “Nel confermare la mia leale appartenenza alla maggioranza che sostiene l'amministrazione comunale guidata da Rinaldo Melucci – ha scritto Stellato - continuerò a svolgere il mio ruolo istituzionale nel “gruppo misto” dove avrò il piacere di ritrovare l'amica Gina Lupo.

    Tuttavia da qualche mese – si mormorava a palazzo di città -  i rapporti con il primo cittadino non erano più idilliaci. Lo testimoniano una serie di mozioni presentate durante gli ultimi consigli comunali che – come hanno notato alcuni rappresentanti della minoranza – erano in numero maggiore rispetto a quelli di chi fa per mestiere l’opposizione.

    Dalla nota di Stellato non traspare mai acredine o, seppur velata, polemica. Nel congedarsi dal gruppo Dem, rivolge invece un arrivederci ai suoi ex compagni di strada con queste parole: “Desidero, infine, ringraziare il capogruppo e tutti i consiglieri comunali del Partito Democratico con i quali ho ben lavorato sin dalla mia rielezione nella speranza di ritrovarli ancora negli altri luoghi di confronto della politica”.

    È certo però che dalle elezioni di un anno fa sino ad oggi, il gruppo del PD ha già perso 4 consiglieri conquistandone alla causa solo 1. Per contrasti con il sindaco sono infatti fuori gli “Indipendenti per Taranto” Aldo Fuggetti, Federica Simili e Mario Pulpo, cui ora si aggiunge Stellato che però non spiega fino in fondo il perché della sua scelta. E se il PD perde pezzi, la cosa non può certo rassicurare il sindaco i cui numeri in consiglio iniziano a farsi incerti.

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