Giovedì, 16 Agosto 2018

    Ilva, carte all’Anac. Di Maio segue Emiliano

    Il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, si rivolge all'Autorità Anticorruzione, presieduta da Raffaele Cantone, per far analizzare gli atti di gara che hanno  portato all’aggiudicazione del gruppo Ilva alla cordata guidata da Arcelor-Mitttal.

    Era quanto aveva suggerito, appena 24 ore prima, il governatore della Puglia, Michele Emiliano che non ha mai fatto mistero di preferire il progetto volto alla de-carbonizzazione della fabbrica proposto da Jindal. I due gruppi, più di un anno fa, si dettero battaglia e Acciaitalia, una volta appresa l'offerta di Mittal, cercò di rilanciare in extremis migliorando la propria proposta, soprattutto dal punto di vista economico. Ma trovò la strada sbarrata da Calenda che, forte di un parere dell'Avvocatura dello Stato, disse che non si potevano riaprire i giochi.

    La sortita di Emiliano non è piaciuta ai sindacati. Rocco Palombella, tarantino, segretario nazionale della Uilm, ha commentato, dicendo: “Non si arresta l’opera demolitrice di Emiliano. Puntualmente, come una bomba ad orologeria, interviene non appena si intravede uno spiraglio di soluzione nella drammatica vicenda dell'Ilva".  Secondo il numero uno della Uilm, il governatore "tra ricorsi al Tar e prese di posizione che strumentalizzano tutto e tutti, persegue un obiettivo che nulla ha a che fare con la salvaguardia dell'ambiente, della salute e del sito produttivo di Taranto”. “Non si è mai visto – conclude - un Presidente di regione che si sceglie le cordate industriali, diventa 'esperto' di tecniche di produzione e puntualmente, come ha fatto Emiliano nell'ultima lettera inviata a Di Maio, fa aleggiare il dubbio del sospetto nell'affidamento di una gara pubblica che ha visto coinvolte autorità europee, più ministeri e Anac". 

    La verità, secondo Palombella, è che "la cordata preferita da Emiliano ormai non esiste più, continuare a sostenerla, prosegue Palombella è solo fumo negli occhi di tutti i lavoratori e dei cittadini”.

    Tuttavia, ciò non spiega le motivazioni che hanno indotto il capo politico dei 5 Stelle ad affrettarsi a consegnare il fascicolo all’Anac. Da un lato, si potrebbe ipotizzare, Di Maio potrebbe voler evitare che una vertenza così importante possa essere inficiata anche solo da sospetti di irregolarità. Dall’altro, un eventuale parere dell’Anac lo metterebbe ulteriormente con le spalle al muro, non lasciandogli altra scelta che quella di proseguire sulla strada tracciata dai suoi predecessori.

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