Giovedì, 15 Novembre 2018

    Comune, gli Indipendenti lasciano le presidenze di commissione

    Solidarietà alla capogruppo degli Indipendenti per Taranto Floriana De Gennaro e compattezza rispetto agli altri gruppi consiliari. Sono queste le motivazioni che hanno indotto i presidenti delle commissioni Ambiente ed Affari generali, Aldo Fuggetti e Federica Simili, a lasciare la guida delle stesse commissioni.

    Vanno via sbattendo la porta e non senza una stoccata agli ex alleati: "Per l’ennesima volta in maniera oltraggiosa, il sindaco e la maggioranza “riconosciuta” offendono il gruppo indipendente del quale facciamo parte e in particolar modo il nostro capogruppo. Decidono di revocarle la nomina di presidente della commissione Attività produttive, non per inadempienza lavorativa nella commissione o per errori svolti sul suo operato di presidente e neanche sulla base di una ricomposizione della maggioranza a causa delle modifiche avvenute nei gruppi da essa composta. La revoca viene richiesta sulla base di un nostro atteggiamento, a loro parere, non di maggioranza".

    Poi arriva la comunicazione della decisione: "Anche noi siamo presidenti di commissione - sostengono Fuggetti e Simili - e anche noi facciamo parte del gruppo indipendente, pertanto come il nostro capogruppo abbiamo svolto fino adesso un operato concreto il quale è facilmente consultabile sul sito del comune. più volte la commissioni Affari Generali e la commissione Ambiente sul loro operato hanno ottenuto il parere un anime di tutto il consiglio comunale, ben 32 consiglieri, ma nonostante il buon lavoro e l'ampia condivisione, oggi lasciamo la presidenza delle commissioni. Se la maggioranza è quella stessa maggioranza che un anno fa ci ha dato fiducia e che nel corso dell’anno ha votato in maniera unanime ogni singolo provvedimento, e che adesso non trova corretto il comportamento del nostro capogruppo allora non ritiene corretto neppure il nostro".

    La mossa potrebbe anche essere spiegata in altro modo. I due ex presidenti hanno compreso che anche per loro il tempo era scaduto e avrebbero giocato d'anticipo. Ma alla base di tutto c'è il rapporto ormai logoro ed avvelenato con il primo cittadino con il quale, dopo il mancato voto al Bilancio di previsione, è guerra aperta.

    "Atteggiamenti ricattatori, insulti e continue minacce - condono Fuggetti e Simili - non ci appartengono e pertanto se oggi lasciamo le presidenze di commissioni. Domani potremmo tranquillamente allontanarci da una maggioranza che ormai non ragiona ma funziona come un automa, e noi liberi giovani e fedeli al nostro elettorato al nostro elettorato decidiamo di allontanarci da questo modo di fare politica che assolutamente non ci appartiene. La nostra dignità politica non è ricattabile con il vecchio gioco dello scambio di poltrone. Agiamo nell'interesse della città e non abbiamo nessun problema a lasciare il nostro incarico in virtù di un cambiamento radicale che noi rappresentiamo, le vecchie logiche di spartizione di poltrone le lasciamo al sindaco e alla sua maggioranza".

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