Giovedì, 15 Novembre 2018

    Per Di Maio Taranto è un deserto Poi annuncia: "Porterò investitori"

     

    "Per la sua dipendenza da una sola azienda è diventata un deserto. Il nostro obiettivo è non farla più dipendere da una sola azienda".
     
    É questa la visione che Luigi Di Maio, vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico, ha della città dei due mari. Le parole che abbiamo riportato le ha pronunciate alla Fiera del Levante di Bari dove è andato in scena anche l'incontro con il governatore della Puglia, Michele Emiliano.
     
    E mentre molti media locali si soffermano sulla presunta gaffe del leader del Movimento 5 Stelle che avrebbe chiesto al presidente della Regione cosa si stesse facendo per Matera (quasi che la città famosa per i suoi sassi faccia parte della Puglia e non della Basilicata), Di Maio è tornato a parlare di Taranto e del suo futuro specificando quale debba essere l'obiettivo della legge speciale per Taranto che ha annunciato nei giorni scorsi.
     
    "L'Italia deve tanto ai tarantini ed ha con loro - ha aggiunto - un grande debito che dobbiamo cominciare ad estinguere". "La vertenza Ilva si è conclusa con zero esuberi e con migliorie dal punto di vista ambientale, avremo almeno il 20% in meno di emissioni rispetto al piano precedente, e la copertura dei parchi entro il 2019, ma non basta perché - ha proseguito - Taranto ha bisogno di investimenti nella cultura, nel turismo, nelle aziende. Voglio portare investitori che aprano altre attività produttive pulite, dando lavoro ai giovani e meno giovani, e tutto il governo deve essere impegnato su quella città".
     
    Neanche una parola di replica alle accuse che in queste ore gli ha mosso il Partito Democratico secondo il quale Taranto ha già una legge speciale che potrebbe aiutarla a risollevarsi e una dotazione di più di 900 milioni di euro inseriti nel Contratto Istituzionale di Sviluppo che, da quando si è formato il Governo Conte, non ha fatto alcun passo in avanti. Insomma, Di Maio tira dritto e fa capire di non voler rinunciare a mettere piede in città per spiegare le ragioni delle scelte effettuate dal suo ministero. Ma a Taranto, già domani, potrebbe aprirsi la prima falla nel Movimento che guida. Il consigliere comunale Massimo Battista, il cui impegno politico si fondava sulla chiusura della grande fabbrica, potrebbe annunciare la sua uscita dai 5 Stelle. Insieme a lui, il partito di Di Maio potrebbe quindi presto perdere il sostegno di gran parte del comitato "Cittadini liberi e pensanti". 

     

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