Lunedì, 22 Aprile 2019

    In Consiglio i tecnici confermano: aumentano gli inquinanti, non la produzione In evidenza

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    La risposta che il Consiglio comunale si attendeva, risposta ampiamente anticipata al termine del tavolo svoltosi di recente in Prefettura, è arrivata: Arpa conferma che da giugno si sono registrati aumenti dei valori delle diossine nei deposimetri collocati nella masseria Carmine. “A contribuire maggiormente rispetto a questo aumento è il Pcb, ma sulle cause di tale fenomeno - ha affermato il dottor Vittorio Esposito dell’Agenzia regionale - non ci sono ancora indicazioni certe”.

    Non è questo tuttavia l’unico dato emerso durante la seduta monotematica della massima assise cittadina che si è riunita questo pomeriggio per discutere delle problematiche ambientali alla presenza del governatore della Puglia, Michele Emiliano, e dei rappresentanti di Arpa, Asl e del Commissario straordinario per le bonifiche. Una riunione richiesta dalle forze di minoranza diverse settimane fa, ovvero pochi giorni dopo la diffusione dei dati relativi all’aumento delle sostanze inquinanti da parte dell’associazione Peacelink.

    La seduta è iniziata con gli interventi dei consiglieri di opposizione che hanno formulato una serie di domande e richieste ai tecnici presenti in aula. Richieste concernenti strumenti di comunicazione dei dati scientifici più chiari ed intelligibili da parte dei cittadini che non possiedono le competenze di base per valutare gli allarmi che vengono lanciati, ma anche domande in merito i dati più aggiornati forniti dai deposi metri. A questo proposito, si deve precisare che non sono ancora pubblici i valori relativi alle diossine dei mesi di novembre, dicembre, gennaio e febbraio scorsi.

    L’Arpa ha rassicurato tutti, affermando che i campioni sono in via di analisi e che si accelereranno le procedure necessarie all’ottenimento dei dati finali. Così come si sta tentando, in queste settimane, di mettere in relazione i dati dei deposimetri esterni alla fabbrica con quelli interni ad essa. Bisognerà attendere i tempi necessari allo svolgimento di tutti gli esami necessari.

    Il direttore generale della Asl, Stefano Rossi, ha affermato di non poter fornire dati in merito al pericolo sanitario che deriverebbe dalle collinette ecologiche fino a quando non sarà svolta la caratterizzazione in loco. Operazione questa che potrebbe essere velocizzata grazie all’intervento della magistratura penale che dopo aver sequestrato i cumuli potrebbe richiedere una perizia urgente ai fini del procedimento in corso.

    Secondo la dirigente regionale all’Ambiente, Barbara Valenzano, gli aumenti degli inquinanti registrati non deriverebbero – il condizionale è d’obbligo – da un aumento dei volumi produttivi voluto dal nuovo gestore della fabbrica. Valenzano inoltre ha fatto presente che nell’ex Ilva gli organi di controllo hanno poco o scarso potere di controllo. “La competenza dei controlli dentro la fabbrica – ha affermato – è in capo al ministero dell’Ambiente che si avvale di Ispra. Sulle emissioni diffuse non abbiamo alcun dato ed in generale sono pochi i dati risultanti dai controlli effettuati”.

    Chi si attendeva risposte dai tecnici si è trovato quindi di fronte a questo quadro d’insieme. Al termine degli interventi da parte delle istituzioni preposte al controllo si sono susseguiti gli interventi politici del governatore Emiliano e del sindaco Melucci. Poi la sospensione dei lavori per la condivisione di una mozione unitaria.

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