Venerdì, 22 Novembre 2019

    Lomartire attacca il sindaco Melucci: "La sua è un'ordinanza-ospizio"

    L'ultima ordinanza del sindaco di Taranto non è piaciuta a tutti. In particolare il divieto fatto ai locali di Taranto di diffondere musica dopo la mezzanotte e la riduzione del volume a partire dalle 23.30. Secondo l'ex consigliere comunale Ugo Lomartire, tale ordinanza si può ribattezzare come "ordinanza-ospizio".


    "Solo negli ospizi intesi come rifugi isolati di montagna - precisa Lomartire - non si sente musica e vi è un assordante silenzio. Ma a Taranto, dove si dovrebbe puntare al turismo, viene messo un divieto che blocca lo sviluppo della città e crea disoccupazione per tutte quelle persone che lavoravano nei locali come pub, bar, ristoranti e stabilimenti balneari". L'equazione di Lomartire è la seguente: "Se nei locali vi è musica vi è anche divertimento e logicamente il divertimento attira clienti e crea economia. Conseguentemente si assume personale che lavora a Taranto invece di andare via dalla nostra città".


    Secondo l'ex consigliere comunale, "non si può sempre dire no a tutto, non si può ostacolare l'occupazione in questa maniera, Taranto ha bisogno di rinascere creando altre fonti di guadagno e occupazione". "Spesso si va nelle città turistiche a fare festa - aggiunte Lomartire - e quando si torna a Taranto si racconta di quanto ci si è divertiti in altre città, mentre qui da noi basta girare la città per sentire che addirittura nel centro nelle sere calde d'estate l'unico suono prodotto è quello delle cicale perché non c'è nulla, non c'è vita e non è questa la Taranto che deve essere. [...] Se questa ordinanza-ospizio - conclude - non dovesse essere rivista, se ne andranno da Taranto anche altri tarantini che non possono più lavorare in tale settore e che saluteranno con il magone i propri genitori e i propri nonni".

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