Domenica, 25 Agosto 2019

    ArcelorMittal, Battista: "Minerale al molo polisettoriale, chi controlla? In evidenza

    Il sequestro del quarto sporgente del porto di Taranto, come è noto, impedisce l'approvvigionamento di materie prime da parte di ArcelorMittal. Per questo nei giorni scorsi, come vi abbiamo riferito a più riprese, si è valutata una soluzione alternativa: l'attracco delle navi e e lo scarico del minerale necessario al siderurgico presso il molo polisettoriale.


    Sempre nei giorni scorsi vi abbiamo riferito di un vertice tra Mittal e l'autorità portuale per capire la fattibilità del progetto. Durante la riunione è stato messo in evidenza che, al momento il molo è una banchina pubblica e potrebbe essere concessa temporaneamente alla multinazionale franco-indiana. Presto, tuttavia, potrebbe non esserlo più. L'Autorità portuale, infatti, superato anche l'ultimo ostacolo giudiziario presso il Tar di Lecce, può dare pieno corso alla concessione del molo ai turchi di Yilport. A quel punto saranno i due privati, ArcerlorMittal ed la holding marittima, a dover regolare i reciproci rapporti.


    Intanto, sulla possibilità che l'approvvigionamento si sposti al polisettoriale esprime forti perplessità il consigliere ex 5 Stelle, ora nel gruppo Misto, Massimo Battista. Secondo quest'ultimo, il trasporto del minerale, nello scenario ipotizzato, non potrebbe più avvenire attraverso i nastri trasportatori, ma tramite dei camion. Da qui una serie di domande che Battista pone alle istituzioni ioniche: "Come stanno avvenendo gli scarichi di minerale nei camion? Il minerale che si sta caricando come viene scaricato e le polveri che si disperdono come vengono captate? La gente che abita nella zona di Lido Azzurro è stata avvertita dello scarico del minerale? Il trasporto dei carichi di minerale su camion che vede decine e decine di tir transitare sulla statale 106, dopo essere usciti dal molo polisettoriale, hanno tutti la copertura dei cassoni?". Difficilmente tali domande, nel clima rovente dell'ennesima estate tarantina caratterizzata dai dubbi sul futuro dello stabilimento siderurgico più grande d'Europa, potranno rimanere senza risposta. Non arresta quindi che attendere una replica a stretto giro di posta.

     

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