Giovedì, 27 Febbraio 2020

    Tempa Rossa, Lemma (Pd): «il Governo fermi questa spericolata azione»

    La consigliera regionale Anna Rita Lemma, interviene sulla vicenda Tempa Rossa per aprire una serie di riflessioni che porti le istituzioni ad un confronto sul futuro del territorio.

    «Il nostro è un territorio in cui il tema “ lavoro che non c’è” si coniuga, senza possibilità di smentita, con quello di un “ambiente sano”. - queste le sue parole- Dunque come è possibile che il Governo creda di poter imporre ai territori e ai cittadini, che patiscono sulla propria pelle i danni di politiche industriali superate, scelte che come Tempa Rossa ormai rappresentano ulteriore peso ambientale e soprattutto impedimento definitivo al tentativo di sottrarsi alla monocultura dell’acciaio e della grande industria?».
    Tempa Rossa, a detta di Anna Rita Lemma, sancirebbe la fine di un progetto di riscatto del nostro territorio, della reale possibilità di investire sulla enorme potenzialità del porto e di inserirsi in un trend ormai significativo per una Puglia scelta per mare, enogastronomia, arte e natura.
    «Non può essere una conferenza di servizi tenutasi a Roma, e peraltro di composizione unicamente tecnica, a decidere per un territorio. -commenta- Non ascoltare il nuovo corso di un territorio che non ha mai brillato per grande capacità di trasparente protagonismo, e che oggi vuole provare a farlo, è un errore. Taranto è emblematica e certamente non è sola nel voler rappresentare la volontà di condividere le scelte di politica industriale, energetica ed ambientale che la riguardano Voglio sperare – prosegue- che anche la posizione di Confindustria, in fondo, questo voglia rappresentare: c’è una classe imprenditoriale alla ricerca di una legittimazione e che inevitabilmente dovrà essere pronta a sostenere la sfida del rischio di impresa, dello sviluppo tecnologico e dell’innovazione».
    Come già fece un anno fa, la Consigliera regionale rilancia dunque la richiesta di un tavolo interistituzionale permanente a Taranto, non solo per gestire l’emergenza ma quale metodo per ascoltare le istanze dei territori, «forte questa volta della posizione assunta anche dal gruppo consiliare del Pd al Comune di Taranto, dei nostri assessori in Giunta e, ad onor del vero, anche dall’allora assessore al Bilancio oggi onorevole Pelillo che non partecipò alla Giunta regionale per la valutazione d’impatto ambientale».
    Sì al cambio di verso dunque, ma del verso giusto.
    «Il Governo si fermi in questa spericolata azione sempre più verticistica e sempre meno partecipata riguardante scelte per il Paese. Si riparta dal definire politiche industriali, energetiche e ambientali per tracciare il profilo del nostro Paese nei prossimi 20 anni».

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