Giovedì, 27 Febbraio 2020

    Chiarelli (FI): scongiurata la soppressione della Corte d'appello di Taranto»

    «Il provvedimento che prevede la possibile soppressione della sede distaccata della Corte d'Appello di Taranto, non andrà in discussione, come inizialmente previsto, nel prossimo consiglio dei ministri in programma per venerdì 29 agosto». Lo rende noto Gianfranco Chiarelli Capo Gruppo Forza Italia in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.

    Nel corso dell'incontro con il ministro della Giustizia Andrea Orlando, dedicato prioritariamente al confronto sulla ipotesi di riforma della giustizia, «ho avuto modo di rappresentare al ministro l'assoluta inopportunità di un provvedimento di chiusura della sede di Taranto della Corte d'Appello, -fa sapere Chiarelli- invitandolo ad approfondire le valutazioni relative ai carichi di lavoro e ai relativi reali costi di gestione».
    A detta dell'onorevole, dopo gli accorpamenti di molte sedi periferiche dei tribunali, che non hanno determinato riduzione dei costi, semmai un trasferimento in termini di soggetti gravati dagli stessi, «Taranto non può consentire ulteriori tagli lineari che penalizzerebbero ulteriormente l'intera platea di operatori ed utenza».
    Il ministro Orlando ha dunque accolto il suo invito ad approfondire la questione sospendendo quindi ogni iniziativa già avviata, in attesa di un prossimo incontro sul tema al quale prenderà parte, come già previsto e concordato, anche l'onorevole Michele Pelillo.
    Dal confronto con il ministro Orlando, si ricava «la conferma della totale inadeguatezza della ipotesi di riforma della giustizia che il governo intende proporre, racchiusa nei 12 punti delle linee guida, già presentate a inizio agosto.- questo il commento congiunto di Chiarelli e Renato Brunetta Presidente del Gruppo Forza Italia alla Camera dei Deputati, che esprimono assoluta insoddisfazione su quanto fatto finora dal Governo- Sul versante della giustizia penale nessun passo in avanti in direzione di un giusto processo, ma la sensazione netta di un ritorno al passato, un indietreggiamento di trent'anni».
    A detta degli esponenti di Forza Italia, nessuna iniziativa seria in tema di limitazione del ricorso alla custodia cautelare, a regole più stringenti sull'uso e la pubblicazione delle intercettazioni così come appaiono irrilevanti le novità in tema di responsabilità civile dei giudici.
    «L'intervento sui tempi di prescrizione non produrrà alcun beneficio in tema di velocizzazione dei procedimenti, ma al contrario rischia di allungare i tempi.- dicono-  La forte limitazione alla ricorribilità in Cassazione, che il governo vorrebbe consentito solo in rarissimi casi, rappresenta infine un grave vulnus alle garanzie di giustizia per i cittadini, eliminando di fatto il terzo grado di giudizio».

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