L'arcivescovo Santoro alla città: «divisi siamo destinati a crollare» In evidenza

Lunedì, 19 Giugno 2017 07:12

L'arcivescovo Filippo Santoro, al termine della processione del Corpus Domini, lancia un appello all'unità.

«Divisi siamo destinati a crollare, la divisione è nemica della costruzione. Le differenze fanno crescere, la divisione lacerante non porta a nulla», commenta l'arcivescovo.
«Vorrei tanto che questa unità si riverberasse fiduciosa sulla nostra Taranto che vive passaggi complicati e faticosi, ma che non manca di essere benedetta dal Signore in questi anni di prova. Ma le prove si superano insieme cercando di perseguire il bene comune. Purtroppo -prosegue- le lacerazioni, la diaspora dei cittadini chiamati al voto, il disimpegno e la delusione non ci aiuteranno ad affrontare le sfide future. Mi rendo conto che l’unità è la strada più difficile, lo sperimentiamo anche in famiglia. L’unità si fa cercando qualcosa di più grande dell’interesse immediato e avendo come riferimento un punto comune. È urgente mettere in comune il meglio che abbiamo e che si trova nelle varie componenti della società civile per la rinascita della Città. Occorre tornare ad entusiasmare i giovani e saranno essi i primi a spendersi per ideali più grandi dell’individualismo, del “denaro, della lussuria e del potere”. Per noi qui riuniti l’unità si fa guardando insieme al Signore e seguendolo pieni di commozione nel servizio ai fratelli più bisognosi e nelle scelte della nostra vita quotidiana».
Poi esorta a «trovare strade concrete per rispondere al bisogno del pane quotidiano ed anche del pane della dignità, del rispetto, del pane dell’infinito; a non fuggire dal sacrificio del proprio dovere, del lavoro ben fatto, del rispetto della legalità nelle sua varie manifestazioni. Che nella nostra Città, a cominciare dalla Città vecchia le nostre strade siano pulite, le nostre case siano sicure. Che ci sia una lotta seria contro i mercanti che seminano morte attraverso la droga, la pornografia, l’usura e contro ogni metodo illegale e malavitoso».
«Lo tenga presente – riferisce- chi ci governerà a livello comunale, ma anche lo dobbiamo tener presente nelle nostre case, nelle scuole condannando ogni forma di bullismo, nei nostri posti di lavoro e di svago. È impegno delle autorità ed è una responsabilità di ciascuno di noi».
Santoro invita a pregare per «la nostra terra tante volte ferita, umiliata devastata dall’inquinamento, dall’inciviltà, dalla sete del massimo profitto, da un modello di sviluppo che ha messo al centro il dio denaro e non la persona umana, l’ambiente e il bene comune». Ma anche «per il nostro lavoro: per il lavoro che non c’è, per il lavoro precario, perché cessino e siano curate le ferite perpetrate sul lavoro come il caporalato, il lavoro nero, le agromafie e le ecomafie». Ed ancora, «preghiamo per i nostri poveri quelli che non hanno nulla e quelli che non riescono ad arrivare a fine mese; per i nostri giovani che non hanno nessuna prospettiva di lavoro e vivono dell’aiuto dei genitori e dei nonni. Preghiamo per gli ammalati e i poveri che vengono da fuori, per i migranti, per quelli che fuggono dalle guerre, dalla fame, dalla violenza, dalla corruzione, dalla siccità».

 

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