Aia Ilva, gli ingegneri presentano le osservazioni: «documentazione vaga e poco chiara»

Venerdì, 01 Settembre 2017 10:15
Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

L’Ordine degli Ingegneri della provincia di Taranto ha rinnovato le cariche istituzionali. Dopo le elezioni dello scorso 17 giugno, il nuovo Consiglio provinciale si è insediato l'11 luglio. 

Giovanni Patronelli è il presidente. Insieme a lui, sono stati eletti 14 consiglieri: Nicola Rochira (Segretario), Giovanni Laterza (Tesoriere) e poi Raffaele Convertino, Gregorio Curri, Luigi De Filippis, Davide Mancarella, Emanuele Memmola, Giovanni Merlino, Angelo Micolucci, Francesco Mingolla, Claudio Murgia, Leonardo Nocco, Ottavia Tateo e Carlo Zizzi.
«A differenza del trend nazionale, - spiega Patronelli- a Taranto la partecipazione è stata massima, anche in virtù del fatto che sono stati aperti i seggi a Castellaneta, Manduria e Martina Franca. Su 2100 iscritti, in 1800 si sono recati alle urne».
Gli ingegneri intendono ora «lavorare con spirito di servizio e assicurare un contributo tecnico-professionale al territorio».  I consiglieri che compongono l'Ordine, precisa il Presidente, «sono diversi per professionalità, per competenze e per territori. Rappresentiamo sostanzialmente tutta la Provincia di Taranto ed abbracciamo tutti i campi dell'ingegneria. La squadra è forte e compatta, credo in ognuno di loro».
L'obiettivo «è recuperare autorevolezza sul territorio. Finalmente dopo tanti anni il consiglio dell'Ordine inizia a partecipare alla vita politica». Proprio la settimana scorsa, una delegazione dell'Ordine è stata convocata dal sindaco Melucci.  «Ci ha sorpresi e abbiamo accolto positivamente il fatto che l'amministrazione comunale ci abbia chiesto un contributo tecnico per la produzione delle osservazioni sull'Aia dell'Ilva, da presentare al Ministero dell'Ambiente», riferisce Patronelli.

Ilva: l'impegno degli ingegneri
Per tutto il mese di agosto, «anche senza un mandato ufficiale e per deontologia professionale, - fa sapere Nicola Rochira- abbiamo lavorato alle osservazioni sull'Aia, perché è nostra intenzione essere partecipi sul territorio ed offrire un contributo, grazie alle professionalità che possiamo mettere in campo».
Solo successivamente, il Comune ha richiesto un incontro, nel corso del quale è stato concordato che l'Ordine fornirà le sue osservazioni e insieme a quelle di altre associazioni ed istituzioni che operano sul territorio, presenterà un documento unico da sottoporre al Ministero dell'Ambiente.
Gli ingegneri hanno quindi esaminato i contenuti dell'Aia solo da un punto di vista tecnico, concentrandosi sulla fattibilità impiantistica e sugli impatti paesaggistici. «In tutto l'impianto dell'Aia, - rileva Rochira- la documentazione tecnica è risultata non completamente dettagliata in tanti aspetti». Inoltre, «la maggior parte degli interventi nell'Aia presentata da ArcelorMittal, sono stati proposti in continuità con quanto fatto dall'Aia 2012 e solo su alcuni punti emergono proposte differenti sulle quali però, non sono stati formulati dei veri e propri progetti esecutivi».
Certamente negativo, a detta degli ingegneri, «è anche l'ingiustificato allungamento dei tempi di adeguamento delle prescrizioni. I cronoprogrammi sono poco dettagliati».
Viene poi confermata la volontà di copertura dei parchi minerali e parchi fossili. «Seppur positivo, su questo intervento abbiamo presentato un'osservazione che riguarda l'impatto paesaggistico, mai considerato fino ad ora. La struttura di copertura infatti- spiega Rochira- sarà largo 500 metri, lungo 750 metri e alto 80 metri, l'altezza di un grattacielo di 25 piani. Insomma, un capannone grande due volte la città vecchia. Crediamo si debbano mettere in atto delle misure che consentano di ridurre l'impatto ambientale ma incidere anche il meno possibile sullo skyline del quartiere Tamburi».
Particolarmente importante è anche il punto sul trattamento delle acque meteroriche dell'Area a caldo, «che se nono adeguatamente convogliate rischiano di finire in falda e quindi in mare».
Sebbene sia una tematica particolarmente importante, «abbiamo dei dubbi sul vettoriamento e il recapito finale di queste acque. Ci sono punti non chiari, che rimangono molto vaghi. -riferisce Giovanni Merlino- Rimaniamo allibiti perché ci saremmo aspettati un livello progettuale superiore. Si spera quindi che il Comune faccia proprie queste osservazioni e che l'Ilva possa far chiarezza. Noi, siamo aperti ad un confronto».
A questi elementi di criticità si aggiungono però proposte che, «dal nostro punto di vista- fanno sapere gli ingegneri- potrebbero essere migliorative rispetto all'Aia del 2012».

Considerata l'importanza di «trattare la questione Ilva a 360°», è nelle intenzioni del Consiglio dell'Ordine degli Ingegneri promuovere un Tavolo tecnico «che veda ragionare insieme medici, architetti, istituzioni, ambientalisti e chiunque voglia dare una risposta degna al territorio, senza preconcetti, ma analizzando i vari aspetti di un problema che è estremamente complesso».

 

 

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