Sabato, 18 Novembre 2017

    Controllo sui mitili, Asl: «rispettati i parametri di sicurezza»

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    Interviene l’Asl di Taranto, in relazione alla richiesta pervenuta dall’Associazione Peacelink.

    «Si comunica che dal 2011 a Settembre 2017 il Dipartimento di Prevenzione della ASL di Taranto ha elaborato, di concerto con le altre Istituzioni coinvolte, mirati Piani di controllo della filiera della mitilicoltura al fine di scongiurare l’immissione in commercio ed il consumo di prodotti non rispondenti ai criteri di sicurezza alimentare stabiliti dalla normativa vigente ed ha al contempo emanato Ordinanze volte al divieto di commercializzazione di quei mitili non allevati secondo le disposizioni sanitarie impartite».

    In ottemperanza ai sopra menzionati Piani di monitoraggio e sorveglianza da febbraio 2011 a Settembre 2017, «il Servizio Veterinario del Dipartimento di Prevenzione Asl Taranto ha effettuato 716 prelievi di mitili per la ricerca di diossine e PCB nelle aree classificate per la molluschicoltura (Primo Seno Mar Piccolo, Secondo Seno Mar Piccolo, Mar Grande) riscontrando complessivamente 70 non conformità ai limiti di legge esclusivamente nei mitili allevati nel Primo seno ed ha disposto nel contempo ed in successione, una serie di Ordinanze culminate a Marzo 2016 nella Ordinanza del Presidente della Regione Puglia n. 188 con cui si confermava quanto già disposto nelle precedenti Ordinanze Asl, cioè il divieto di prelievo e commercializzazione dei mitili a taglia commerciale presenti nel Primo Seno Del Mar Piccolo dopo il 31 Marzo di ogni anno, mentre rimane consentito l’allevamento del novellame».

    Il Dipartimento di Prevenzione della Asl di Taranto, si legge in una nota, «ha promosso una azione di contrasto alle violazioni della Ordinanza Regionale e delle disposizioni sanitarie impartite, con numerose iniziative, molte delle quali non emerse a clamori della stampa e non per questo meno efficaci. Tali interventi sono stati svolti con il supporto di Capitaneria di Porto, Guardia di Finanza e Carabinieri del NAas sia in ambiente marino che in ambito terrestre a seconda delle rispettive competenze nei confronti di allevatori che operavano in maniera difforme al dettato normativo, di allevatori e venditori abusivi e di chi incautamente commercializzava e somministrava mitili senza garanzia di tracciabilità alcuna».

    In relazione a questo «sono state comminate diverse sanzioni amministrative e distrutte numerose tonnellate di mitili non accompagnati dalla certificazione sanitaria prevista dalla legge.- fa sapere l’Asl- Preventivamente a tali interventi di repressione, sono stati svolti incontri formativi con gli operatori della filiera produttiva specifica, con le Associazioni di categoria e con le altre Autorità preposte al controllo in materia, al fine di assicurare la più ampia partecipazione collettiva possibile al raggiungimento dell’obiettivo della sicurezza alimentare».

    I controlli, aggiungono, «non si fermano alla ricerca esclusiva di diossine e PCB in quanto le disposizioni normative europee impongono la Sorveglianza sanitaria nelle zone classificate, per la ricerca di altri contaminanti di natura microbiologica, biotossicologica e chimica (Piombo, Cadmio, Mercurio, Idrocarburi, Radionuclidi) che hanno portato dal 2011 a Settembre 2017 a 252 campioni tutti esitati in rapporti di prova conformi alla vigente normativa. A tal fine preme sottolineare l’avvio di una richiesta di riclassificazione del Secondo Seno di Mar Piccolo da categoria sanitaria “B” a categoria “A” diretta alla Regione Puglia, Ente competente alla classificazione degli specchi acquei demaniali a seguito delle risultanze sempre favorevoli della attività svolta dalla Asl».

    Tali attività di campionamento, «ai fini della classificazione di nuovi specchi acquei in sostituzione di quelli sottratti al Primo Seno del Mar Piccolo per l’allevamento dei mitili e di altre zone di mare da destinare all’allevamento delle Ostriche, hanno previsto dal 2011 a Settembre 2017,  216 campioni tra mitili e ostriche, da cui non è emersa alcuna criticità né dal punto di vista microbiologico, né dal punto di vista chimico».

    L’Asl menziona infine la realizzazione dallo scorso anno in Mar Grande di 2 Zone di Stabulazione da destinare alla depurazione naturale di mitili provenienti da zone più contaminate (“B” o “C”) «che sono state mantenute costantemente sotto controllo da personale specialistico afferente ai Servizi Veterinari con 33 campioni per la ricerca dei contaminanti previsti dalla normativa vigente, tutti esitati in rapporti di prova conformi».

    In virtù della mole di lavoro svolto dal Dipartimento di prevenzione Asl Taranto nel settore della molluschicoltura, delle evidenze derivate dai campionamenti sopra menzionati e dei provvedimenti conseguenti alle non conformità registrate, «si può concludere che i mitili provenienti dai circuiti autorizzati rispettano tutti i parametri di sicurezza alimentare e che resta sempre alta l’attenzione del Dipartimento e degli altri Organi di Vigilanza competenti, nei confronti degli operatori che non ottemperano alle disposizioni impartite».

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