Sabato, 18 Novembre 2017

    Traffico di rifiuti: 31 indagati e sequestro di Enel di Cerano, Cementir e compendi Ilva

    Venivano utilizzati rifiuti pericolosi per produrre cemento. Vasta operazione in materia ambientale, da parte dei militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto.

    Sotto sequestro la centrale Enel "Federico II" di Cerano a Tuturano (Brindisi), la Cementir Italia spa di Taranto e i parchi “loppa d’altoforno, nastri trasportatori e tramogge” dello stabilimento siderurgico “Ilva”.
    L'operazione, denominata "Araba fenice", è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia (Dda) di Lecce che ha iscritto nel registro degli indagati 31 persone, facenti parte a vario titolo delle 3 società menzionate, per i reati di traffico illecito di rifiuti e attività di gestione di rifiuti non autorizzata. Contestati alle tre società anche illeciti amministrativi.
    Il gip ha disposto il sequestro degli stabilimenti con parziale facoltà d'uso per 60 giorni e il sequestro per equivalente dell'ingiusto profitto dell'Enel per una cifra pari a mezzo miliardo di euro.

    Le indagini
    L’operazione delle Fiamme Gialle ha tratto origine da una attività di iniziativa conclusasi con un sequestro penale, eseguita cinque anni fa, di due aree dello stabilimento “Cementir Italia S.p.A.” di Taranto, illecitamente adibite a discarica di rifiuti industriali, gran parte dei quali originati dall’adiacente stabilimento siderurgico “Ilva S.p.A.”.
    I successivi approfondimenti investigativi, esperiti anche avvalendosi di intercettazioni telefoniche e telematiche, sono stati corroborati dagli esiti di una perizia tecnica disposta dalla Procura e dalle risultanze di analisi chimiche che hanno consentito di accertare che le materie prime utilizzate da “Cementir Italia S.p.A.” per la produzione di cemento e acquistate dall’Ilva S.p.A. e dallo stabilimento Enel di Cerano non erano conformi agli standard richiesti dalle normative vigenti.
    Infatti, la loppa d’altoforno, venduta dall’Ilva alla Cementir è risultata presentare criticità connesse alla commistione della stessa con scarti/rifiuti eterogenei (scaglie di ghisa, materiale lapideo, profilati ferrosi, pietrisco e loppa di sopravaglio) che ne inficiano la capacità di impiego allo stato tal quale nell’ambito del ciclo produttivo del cemento. A causa della presenza di tali materiali estranei, la loppa, per poter essere utilizzata nel processo produttivo del cemento, ha necessitato di operazioni non previste nella cosiddetta “normale pratica industriale” quali la “vagliatura” (finalizzata alla rimozione dei rifiuti eterogenei e dei frammenti di dimensioni più consistenti), la  “deferrizzazione” (finalizzata alla rimozione dei residui metallici - profilati di ferro , crostoni nonché gocce, polveri e frammenti  di ghisa c.d. “ghisetta”) che sono state effettuate, parzialmente  ed in maniera insufficiente, sia dal produttore che dal destinatario (Cementir S.p.A.), quest’ultimo in assenza di specifiche  autorizzazioni in A.I.A. al trattamento della specifica tipologia di rifiuto.
    Per le criticità esposte la loppa prodotta e commercializzata da Ilva S.p.A.  deve essere esclusa dal novero dei sottoprodotti ed inserita in quella dei rifiuti (genererebbe polveri, particolato e percolato).
    Una volta accertate le violazioni di legge nella produzione del cemento attraverso l’utilizzo della loppa, gli inquirenti hanno focalizzato la propria attenzione sui quantitativi di ceneri leggere (c.d. “volanti”) che la “Cementir Italia S.p.A.” ha acquistato dallo stabilimento di Cerano (BR) di “Enel Produzione” S.p.A.
    A tal riguardo, è stato accertato che la citata società di produzione di energia elettrica ha classificato le suddette ceneri come provenienti tutte dalla sola combustione di carbone, e classificate come “rifiuto speciale non pericoloso”. In realtà il produttore ha impiegato, nel proprio ciclo produttivo,  combustibili (OCD e gasolio) generando ceneri contaminate da sostanze pericolose derivanti sia dall’impiego di combustibili diversi dal carbone che dai processi di denitrificazione a base di ammoniaca.
    La gestione promiscua delle diverse tipologie di ceneri da parte di Enel stabilimento di Cerano, si è tradotta in un oggettivo vantaggio patrimoniale per la compagine societaria consistente nel risparmio dei costi correlati alla separazione nonché al corretto smaltimento di quei rifiuti, quantificati in circa 2 milioni e 553 mila tonnellate.
    La successiva commercializzazione ha rappresentato per Enel un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente. Peraltro la condotta, è stata ritenuta particolarmente grave tenuto conto che presso la centrale sono presenti impianti che avrebbero consentito lo stoccaggio e la separazione delle ceneri e che tuttavia non sono mai stati utilizzati.
    Enel avrebbe dovuto sostenere costi esponenzialmente più elevati per avviare a smaltimento le proprie ceneri presso siti autorizzati a trattarli in conformità alla loro reale natura di rifiuti pericolosi anziché classificarli fraudolentemente come rifiuti non pericolosi.

    Le intercettazioni telefoniche
    Che alcuni indagati, in posizione dirigenziale, fossero perfettamente a conoscenza del fatto che le ceneri erano pericolose, emerge anche dalla captazione di alcune conversazioni telefoniche in cui gli stessi fanno riferimento alla necessità di confondere gli inquirenti presentando loro dati alterati e non veritieri e, di evitare di comunicare con l’Arpa. Tale condotta illecita ha di fatto trasformato una voce di costo aziendale legata allo smaltimento di rifiuti, in una fonte di introiti di Enel rappresentato dal prezzo corrisposto da Cementir per la somministrazione delle ceneri. A nulla rileva l’irrisorietà di tale prezzo di vendita posto che l’intera condotta, nella prospettiva di Enel Produzione, assume una connotazione economica di primaria importanza se parametrato al costo che l’azienda avrebbe dovuto sostenere per smaltire correttamente le ceneri-rifiuto pericoloso ed inquinante.

     

     

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