Venerdì, 24 Novembre 2017

    Ilva, ok al decreto su piano ambientale. 2 miliardi per gli interventi

    Approvato dal Consiglio dei Ministri il Dpcm con modifiche e integrazioni al piano ambientale del gruppo Ilva.

    Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare Gian Luca Galletti e del Ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, ha approvato il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) che modifica il “Piano delle misure e delle attività di tutela ambientale e sanitaria” di cui al DPCM del 14 marzo 2014, ai fini della completa attuazione delle prescrizioni contenute nell’autorizzazione integrata ambientale (AIA) dello stabilimento Ilva S.p.a. di Taranto.
    "Con questo atto si conclude il complesso procedimento di esame e approvazione del piano ambientale presentato da Am InvestCo Italy S.r.l., nell’ambito della cessione dell’Ilva al nuovo soggetto privato", si legge in una nota di Palazzo Chigi. "Il nuovo piano è stato sottoposto a consultazione pubblica ed  è stato esaminato da un comitato di esperti che ha espresso il proprio parere, imponendo talune prescrizioni aggiuntive, sia in ordine agli adempimenti, sia in ordine ai tempi soprattutto con l’obiettivo di assicurare la limitazione delle emissioni", precisa il Ministero dell'Ambiente.

    Il decreto "prevede la limitazione della produzione di acciaio a sei milioni di tonnellate/anno, rispetto alle otto autorizzate dalla legge, fino alla completa realizzazione di tutti gli interventi di ambientalizzazione".
    Il nuovo provvedimento "mantiene tutte le prescrizioni del piano originario, anticipando la copertura dei parchi minerali da completare entro e non oltre il 30 settembre 2021, rispetto al termine del 2023 previsto dalla normativa vigente. L'intervento assicura le maggiori garanzie di tutela ambientale, andando oltre le previsioni delle migliori tecniche adottate a livello comunitario (BAT)". Quanto alle cokerie, "è prevista al 31 dicembre 2018 la conclusione dell’intervento di messa in sicurezza della falda superficiale e, al 31 marzo 2020, la fermata della Batteria 11 e l’avvio delle batterie 9 e 10 previa realizzazione degli interventi di adeguamento".
    Nell’articolato iter sono state prese in esame le molte osservazioni giunte da vari soggetti, quali la Regione e gli enti locali, i sindacati e le associazioni ambientaliste, osservazioni in parte recepite dal provvedimento. "Per garantire il compiuto monitoraggio degli interventi si prevede l’istituzione di un “Osservatorio permanente per il monitoraggio del piano ambientale” con la partecipazione di tutti i soggetti coinvolti".

    Resteranno a carico della amministrazione straordinaria "gli interventi ambientali esterni al perimetro della cessione che saranno realizzati mediante utilizzo delle risorse rinvenienti dalla transazione con la famiglia Riva (oltre 1 miliardo di euro) . Al riguardo, i commissari straordinari presenteranno al Ministero dello Sviluppo Economico, un programma integrativo della amministrazione straordinaria che prevederà la realizzazione delle opere ambientali di competenza dell’ A.S e la esecuzione di attività di sostegno assistenziale e sociale per le famiglie disagiate nei comuni di Taranto, Statte, Crispiano, Massafra e Montemesola".

    Complessivamente, tra interventi a carico del nuovo Gestore e quelli a carico dell’A.S., saranno destinati agli interventi ambientali oltre due miliardi di euro.

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