Sabato, 18 Novembre 2017

    «L’archivio comunale resti a Taranto»: l'appello al Sindaco Melucci

    «Spazio alla memoria! L’archivio comunale resti a Taranto». È l'appello lanciato nei giorni scorsi al Sindaco Melucci.

    L'archivio storico comunale di Taranto rischia di essere trasferito fuori città, e sottratto al pubblico. In questo modo Taranto perderebbe una risorsa importante per il suo rilancio culturale: un pezzo della sua memoria storica, necessaria a valorizzare il passato e creare un'identità ben riconoscibile. Un appello sottoscritto da oltre 70 persone, fra studiosi, docenti e semplici appassionati di storia locale, ha chiesto all'Amministrazione comunale, e al sindaco in primis, di attivarsi per trovare una soluzione adeguata al problema. «L'archivio deve restare a Taranto, e deve tornare a disposizione di chiunque voglia approfondire la storia della città, in una sede adeguata ad ospitarlo», riferiscono i firmatari.
    È stata anche lanciata una petizione on-line che in pochi giorni ha raccolto più di 1.000 firme.

    Il testo dell'appello
    «La perdita della memoria è per l’essere umano un’esperienza drammatica, che rischia di annientarlo. Lo stesso può accadere ai gruppi sociali. Una comunità senza memoria non ha futuro in un mondo sempre più complesso. Oggi Taranto rischia di perdere un pezzo importante della sua memoria storica. L’archivio storico comunale, depositato presso lo stabile ex Upim di via Temenide, potrebbe essere trasferito fuori città, in un deposito per il quale l’amministrazione dovrà pagare un canone di affitto, e sottratto alla fruizione del pubblico a tempo indeterminato. Si tratterebbe di un danno di enormi proporzioni per chiunque voglia approfondire la storia della nostra comunità; tanto più grave se si pensa alla quantità di edifici pubblici inutilizzati sparsi per la città.
    Noi riteniamo inaccettabile tale eventuale decisione. Essa contraddirebbe apertamente la convinzione, sempre più radicata presso la cittadinanza, per cui la cultura dovrà svolgere un ruolo fondamentale nel futuro di Taranto. Sottrarre una risorsa come l’archivio comunale agli studiosi interessati ad indagare e divulgare la storia della città, da qualsiasi parte del mondo provengano, vorrebbe dire compromettere seriamente tale prospettiva.
    Taranto rischia di perdere l’ennesimo treno. La decisione di chiudere l’archivio comunale verrebbe presa mentre la Regione Puglia vara un Piano per la cultura (il Piiil), all’interno del quale una voce fondamentale riguarda l’Identità. Ma senza coscienza storica si costruiscono identità fittizie, precarie, incapaci di dare un senso ai cittadini e di affascinare i visitatori. Privata di una risorsa per coltivare la sua storia, Taranto continuerebbe ad accumulare ritardi rispetto alle altre province pugliesi che da tempo lavorano sul recupero e la valorizzazione del loro passato.
    L’archivio comunale non può lasciare la città. E i tempi sarebbero maturi per valorizzare anche le altre risorse archivistiche cittadine all’interno di un unico grande polo. Questa prospettiva fra l'altro è stata già oggetto di attenzione da parte di diversi enti pubblici operanti nel territorio (Comune, Provincia, Archivio di Stato, ASL e Camera di Commercio), alcuni dei quali si sono mostrati immediatamente disponibili. Si tratterebbe quindi di attivare un tavolo tecnico per trasformare questa idea in un progetto concreto. Le strutture non mancano; ciò che serve è la volontà politica e una seria progettualità.
    Facciamo appello all’Amministrazione Comunale, e in primis al Sindaco, perché trovi una sistemazione in grado di garantire la conservazione e, al contempo, la fruizione dell’archivio comunale. Invitiamo tutti i consiglieri e le forze politiche e sociali ad attivarsi in questa direzione».

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