Venerdì, 24 Novembre 2017

    «Un polo archivistico per rilanciare la cultura a Taranto»

    L’assemblea pubblica convocata dagli estensori dell’appello “Spazio alla memoria! L’archivio comunale resti a Taranto”, riunitasi mercoledì 4 ottobre, ha deciso di costituirsi in comitato.

    «I cittadini di Taranto non sono più disposti a vedere maltrattata la loro memoria storica. - si legge in un comunicato del comitato- È questo il dato generale che emerge dalle reazioni all’appello sull’archivio storico comunale lanciato sabato scorso da oltre 70 studiosi, archivisti, appassionati di storia locale».
    In pochi giorni più di 1.500 persone hanno sottoscritto la petizione on-line sulla piattaforma Change.org; decine i commenti rilasciati, oltre 10.000 le visualizzazioni del documento su Facebook. «Sono dati che segnalano il vivo interesse per la questione», commenta il comitato. Dopo le precisazioni dell'amministrazione (leggi qui), «ora i cittadini di Taranto aspettano soluzioni concrete. Sono state fatte varie ipotesi per la sua sistemazione: al momento tuttavia si tratta di semplici suggestioni. - riferisce il Comitato- In attesa di conoscere proposte dettagliate, per poterle valutare nel merito, poniamo all’attenzione delle istituzioni e della cittadinanza alcune considerazioni».
    In primo luogo, «la nostra proposta di un polo archivistico cittadino non ha ricevuto riscontri nelle risposte delle autorità. Eppure non si tratta di una semplice idea, bensì di un progetto lanciato circa un anno fa dalla Soprintendenza archivistica di Puglia e Basilicata, per il quale avevano manifestato interesse anche altre istituzioni. Lo stesso Comune di Taranto era stato contattato, e l’invito è stato ribadito al sindaco Melucci lo scorso agosto. Si attende dunque una chiara presa di posizione dell’amministrazione su tale proposta».
    Il polo archivistico, fa sapere il Comitato, «non svolgerebbe soltanto una funzione conservativa. Come già accade in altre città del paese, esso sarebbe uno spazio culturale polifunzionale, aperto all’intera cittadinanza, in cui svolgere attività di valorizzazione e socializzazione della memoria attraverso l'impiego di archivisti qualificati. Insomma, una vera e propria istituzione culturale, di cui oggi Taranto ha estremamente bisogno. In questa direzione, d’altra parte, si muovono le indicazioni dell’Unione Europea e dello stesso governo centrale. Tale progetto consentirebbe inoltre di realizzare risparmi alle istituzioni interessate, grazie alle economie di scala rese possibili dalla concentrazione del materiale in un unico sito».
    Per realizzare il polo archivistico «Taranto potrebbe cogliere un’opportunità irripetibile: quella offerta dal Contratto istituzionale di sviluppo. Dalle risorse messe a disposizione nell’ambito del CIS si potrebbero attingere i finanziamenti necessari a realizzare l’opera. Serve però che le istituzioni interessate si parlino, ed elaborino insieme una progettualità in grado di intercettare i fondi».
    Nel frattempo, «l’archivio comunale va reso fruibile al più presto. L’amministrazione deve individuare una sede idonea ad ospitare la documentazione, e allestire un servizio di consultazione. Ricordiamo al sindaco le sollecitazioni giunte in passato dalla Soprintendenza archivistica, che ammonivano il Comune di Taranto per lo stato in cui si trovava (e si trova) l’archivio. Le rassicurazioni verbali non bastano: soltanto una soluzione effettiva potrà scongiurare il rischio che la documentazione finisca in un deposito in grado quanto meno di garantirne la conservazione».
    Il Comitato ricorda infatti che «al momento, per lo stato in cui si trovano, le carte sono soggette a deterioramento. Una soluzione va quindi individuata con urgenza. Chiediamo all’amministrazione un confronto per offrire anche un nostro contributo tecnico di archivisti e di studiosi».
    Poi rivolge un appello a tutte le componenti della nostra comunità. «È necessario uno sforzo congiunto per realizzare gli obiettivi che ci proponiamo. Come si è detto, il polo archivistico potrebbe rappresentare una svolta per la cultura a Taranto. Soltanto con l’impegno di tutti possiamo trasformare questo progetto in realtà. Chiediamo pertanto ai rappresentanti delle istituzioni che insistono sul territorio, ai consiglieri comunali e regionali, ai parlamentari, alle forze sociali e politiche di prendere posizione in questo senso. Nei prossimi giorni avvieremo una serie di contatti volti a sollecitare l’impegno dei diversi attori. E soprattutto continueremo a informare e mobilitare la cittadinanza su un tema su cui Taranto si gioca una parte importante del suo futuro».

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