Sabato, 18 Novembre 2017

    Ilva, 2900 esuberi a Taranto: sindacati contrari

    Sono circa 4000 gli esuberi annunciati dalla nuova proprietà Ilva, ai sindacati, in vista dell'incontro di lunedì prossimo, 9 ottobre, al Mise.

    Sono infatti solo 9.930 i dipendenti dell'Ilva che la cordata intende impiegare per il rilancio del gruppo siderurgico. Nel dettaglio 7.600 sarebbero impiegati a Taranto, 900 a Genova, 700 a Novi ligure, 160 a Milano, 240 in altri siti. Quanto alle controllate sono previsti 160 dipendenti in forze a Ism, 35 a Ilvaform, 90 Taranto Energia. Per un totale di 9.886 addetti. Questo significa che gli esuberi saranno 4.000 circa, di cui 2900 a Taranto. Inoltre sono previsti 45 dirigenti in funzione. Gli esuberi, come assicurato dal Governo, saranno impiegati nelle attività di ambientalizzazione del sito di Taranto gestito dall'Amministrazione Straordinaria. I lavoratori che resteranno, però, saranno assunti "ex novo" da Am InvestCo senza tener conto del “trattamento economico e all'anzianità". In altre parole i nuovi contratti rientreranno nell'alveo del Jobs Act, con la perdita delle garanzie dell'art. 18.

    «Si parte col piede sbagliato»
    «Dal punto di vista contrattuale, AmInvestCo dichiara di non tenere conto della continuità delle condizioni contrattuali dei lavoratori, fornendo su questo capitolo solo una generica disponibilità. A 2 giorni dall’avvio del negoziato, se queste sono le condizioni di partenza, il piede è quello sbagliato. – commenta il Segretario generale Fim Cisl Marco Bentivogli- Ci si prospettano presupposti ancora più arretrati rispetto a quanto concordato tra l’acquirente e la gestione commissariale. Se tale approccio sarà confermato nell’incontro di lunedì – aggiunge- è chiaro che il ricorso alla mobilitazione generale diventerà inevitabile. Alcuni stabilimenti inizieranno la mobilitazione già nelle prossime ore».

    Fim, Fiom, Uilm, Usb Taranto manifestano contrarietà
    «Riteniamo inaccettabile le ricadute in termini occupazionali e ambientali previste dalla nota di apertura e dalla nuova AIA di Am - Investco e dal Governo, per l'acquisizione del gruppo Ilva».
    Fim, Fiom, Uilm e Usb manifestano la totale contrarietà alle pesanti condizioni poste da Am-Investco nel processo di cessione degli asset di Ilva che di fatto vede vanificare le garanzie fatte ai precedenti tavoli in termini di salario e occupazione sia per i lavoratori diretti che per l'indotto.
    «Non siamo e non saremo disponibili a trattare o scambiare occupazione, ambiente e salario, se non in meglio, per una popolazione che ha pagato e continua a pagare a caro prezzo le conseguenze ed il peso di questa vicenda senza nessuna colpa. Respingiamo con forza – fanno sapere- i criteri posti a fondamento delle strategie di Am-Investco, i numeri degli esuberi dichiarati e i rispettivi dettagli da discutere nella convocazione prevista per lunedì 9 ottobre a Roma».
    Governo e Am Investco, proseguono, «sappiano che, per quanto ci riguarda, l'avvio della procedura come strutturata è irricevibile e pertanto, se non totalmente riconsiderata la comunicazione, vedrà di fatto conclusa la discussione negoziale del tavolo di incontro ministeriale convocato per lunedì prossimo».
    Pertanto è stato convocato con urgenza alle ore 17.00 il Consiglio di fabbrica Ilva per decidere le iniziative e mobilitazioni generali in ambito territoriale e nazionale dei lavoratori Ilva Taranto per respingere con forza i contenuti della procedura.
    «Occorre un segnale forte del territorio, a tutti i livelli, poiché Ilva non resti un “problema” dei soli lavoratori e delle loro famiglie, ma di tutta la collettività ionica e dell'intero Mezzogiorno.
    Ora o mai più è necessario il fronte comune dei lavoratori e dell’intero territorio», concludono.
        



    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    IBLPartners_Cis_RB_Tassi_inGiu_Banner_470x700.jpg
    dolci_gusti.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    cpnneus.jpg
    IBLPartners_Cis_RB_Tassi_inGiu_Banner_470x700.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati