Martedì, 24 Ottobre 2017

    Ilva, «non si dimentichi l'indotto. Il lavoro è uguale per tutti»

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    È previsto in mattinata al Mise l'incontro sull'Ilva, mentre gli stabilimenti dell’azienda resteranno fermi per 24 ore per uno sciopero proclamato dal consiglio di fabbrica. I lavoratori protestano contro il piano dell’acquirente Am Investco, che conferma i 4mila esuberi programmati. 

    Sale la tensione tra gli operai ed è forte la preoccupazione dei lavoratori dell'indotto Ilva.  «In virtù di uno dei principi cardine su cui la nostra costituzione è fondata, quello del DIRITTTO AL LAVORO UGUALE PER TUTTI», i sindacati di categoria (Filcams, Fisascat, Uiltucs, Fillea, Filca, Filt, Fit, Uiltrasporti, Felsa, Nil), lanciano l'allarme a tutti i soggetti interessati alla vicenda Ilva sulla delicatissima situazione dei lavoratori e delle lavoratrici dell’indotto.
    Le organizzazioni sindacali prendono atto che «in uno stato democratico, i più deboli, senza tutele, senza ammortizzatori sociali, non dovrebbero essere lasciati al loro destino, abbandonati colpevolmente a quelle che saranno le future logiche del mercato, dei cambi appalto o assegnazioni di commesse al massimo ribasso, che nelle migliori delle ipotesi comporteranno forti riduzioni orarie e reddituali e delle tutele notmative, o, come si prospetta, la fuoriuscita dal mercato del lavoro Ilva».
    I sindacati, propongono dunque, per il bene delle migliaia di lavoratori, «la vera coesione tra tutti i lavoratori e lavoratrici del mondo Ilva».
    Ecco chi sono: 7603 lavoratori e lavoratrici dell'indotto dipendenti di circa 346 aziende, autorizzati tutte le mattine, pomeriggi e notti a presentarsi presso la portineria Imprese (sulla strada provinciale per Statte) per iniziare la loro avventura nello stabilimento. Addetti alle pulizie civili, pulizie industriali, manutentori, edili, carpentieri, autisti, addetti mensa, cuochi, elettricisti. Con contratti part time, interinali, a tempo determinato o indeterminato. Con la propria tuta già addosso perchè senza spogliatoi o col panino nella tasca della giacca perchè senza diritto al pasto.
    «Vi siete mai domandati il colore delle loro tute? Arancione.
    Vi siete mai domandati dove lavorano? Ovunque e in qualunque circostanza.
    Vi siete mai domandati se hanno ammortizzatori sociali? No.
    Vi siete mai domandati dove accadono maggiormente gli infortuni anche mortali? Naturalmente nei loro settori dell'Indotto», rilevano i sindacati.
    Oggi le Istituzioni garantiscono che nessun lavoratore perderà un posto di lavoro, «ma non parlano per i lavoratori e le lavoratrici dell'indotto».
    A detta dei sindacati, «una discussione di un piano industriale serio non può prescindere dal prendere in considerazione queste unità». Dopo il confronto tra organizzazioni sindacali e Am Investco convocato al Mise si valuterà attraverso assemblee con i lavoratori le iniziative da mettere in campo per rivendicare le adeguate garanzie a salvaguardia dell'occupazione dell’indotto Ilva.

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