Domenica, 17 Dicembre 2017

    Ilva, Consiglio di fabbrica: «coinvolgere le istituzioni e pretendere garanzie»

    Foto di repertorio Foto di repertorio Foto Studio Renato Ingenito

    È terminato alle 7 di questa mattina, martedì 10 ottobre, lo sciopero di 24 ore all'Ilva di Taranto proclamato da Fim, Fiom, Uilm e Usb contro gli esuberi annunciati da Am Investco e il peggioramento dei livelli retributivi. Questa mattina si è svolto il consiglio di fabbrica dopo che la trattativa sul piano è stata interrotta dal ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda, che ha ritenuto la proposta dell'acquirente irricevibile.

    Dopo un minuto di silenzio in memoria delle recenti vittime sul lavoro, i sindacati hanno ribadito «la necessità che la trattativa parta non solo dalla correzione della parte retributiva e dalla continuità dei contratti, seppur sia un elemento fondamentale, ma è imprescindibile ricevere garanzie sull'aspetto occupazionale e degli investimenti, nelle opere di risanamento ambientale e di rilancio del sito produttivo di Taranto, indotto compreso, anello fortemente penalizzato in tutta questa vicenda».
    Fim, Fiom, Uilm e Usb ritengono inoltre necessario che «il Governo e i commissari, facciano immediatamente chiarezza sulle bonifiche affidate all'A.S. e su cosa dovrà essere fatto, conoscendo le modalità con cui i lavoratori dovranno svolgere le stesse attività e le dovute garanzie per il futuro.- fanno sapere- Abbiamo più volte in passato, denunciato le carenze della gestione commissariale attuale e continuiamo nel ribadire al Governo, alla luce di quanto emerso nell'avvio della procedura ex art.47, che deve necessariamente cambiare rotta, dando soprattutto un segnale di discontinuità con il passato. I ritardi nelle manutenzioni, i tagli, lo stato degli impianti e i continui rinvii sull'applicazione dell'Aia, hanno peggiorato le condizioni di sicurezza e sono la conferma delle nostre ragioni».
    In continuità con l'iniziativa di ieri, il Consiglio di Fabbrica ha proposto ed approvato una serie di iniziative da mettere in campo tra cui quella di «coinvolgere le istituzioni locali come Regione, Provincia, comuni di Taranto e provincia e chiedere al sindaco Melucci di farsi promotore e coordinatore di tutti i sindaci delle province e di organizzare un incontro con le Rsu di Ilva ed appalti/indotto. - riferiscono le organizzazioni sindacali- Partirà da oggi una corrispondenza indirizzata agli Enti locali al fine di costruire un fronte comune nell'interesse della comunità tarantina e dei lavoratori».
    Si propone di organizzare poi, «un calendario di assemblee con i lavoratori, informandoli sul corso degli eventi, per fare il punto sulla trattativa e per condividere le ulteriori iniziative da mettere in campo, confermando lo stato di agitazione dei lavoratori e non escludendo ulteriori manifestazioni».
    Inoltre, «si forniranno costantemente dei volantini informativi sui fatti e sulle rivendicazioni sindacali».
    «Arcelor Mittal e Governo – concludono Fim, Fiom, Uilm e Usb- abbiano ben chiaro che i lavoratori ed il sindacato non permetteranno ulteriori rinvii in termini di garanzie ambientali, occupazionali e di diritto del futuro, rifiutando logiche di possibili “scambi” sulle modalità e sulle tempistiche del risanamento ambientale legato alla salute dei lavoratori e della comunità tarantina e ionica. La consapevolezza dei lavoratori, del sindacato e della comunità tarantina si è fortificata e merita considerazione e rispetto».

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