Giovedì, 23 Novembre 2017

    Ilva e wind day: le reazioni politiche In evidenza

    «Non può non trovare il mio sostegno la linea dura che il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha deciso di adottare sulla grande questione Ilva. Condivido la decisione di impugnare nelle sedi competenti il Dpcm del 29 settembre scorso, ossia l’autorizzazione integrata ambientale». È quanto dichiara il consigliere comunale e provinciale Piero Bitetti. 

    «Bene ha fatto il Sindaco a disporre anche la chiusura delle scuole già da domani e a chiedere alla Asl la revisione del protocollo relativo agli interventi precauzionali a tutela della difesa della salute dei cittadini, tema ritornato in auge in queste ultime ore a causa del forte vento che sta sferzando la città. -rileva Bitetti- Raccapriccianti le documentazioni fotografiche che evidenziano in tutta la loro drammaticità, qualora ce ne fosse stato ulteriore bisogno, l’impatto ambientale della fabbrica sul quartiere Tamburi e sul resto della città. Non può più subire rinvii, anzi, merita una accelerazione rispetto ai tempi previsti, il grande tema relativo alla copertura dei parchi minerali».
    Il consigliere comunale si dichiara «favorevole ad ogni iniziativa che punti al rispetto del territorio tarantino e dei suoi cittadini. Un territorio fortemente provato che merita rispetto ed  attenzione».
    Alla luce di queste ragioni, «il Comune di Taranto, così come la Regione Puglia, non può non partecipare ai tavoli negoziali con la nuova proprietà dove si decide il destino della fabbrica, dei suoi lavoratori e della intera città sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico-occupazionale. Taranto -conclude Bitetti- non può più accettare scelte calate dall’alto. Perché a  pagare decisioni assunte altrove sono i cittadini di Taranto e non di altre parti d’Italia». 

    Il sostegno dei consiglieri regionali: «Taranto non merita i veleni del siderurgico»
    «Abbiamo masticato amaro per gli esuberi, abbiamo sofferto per l’inquinamento, abbia patito per anni l’incombenza di quel gigante che ha avvelenato la vita di migliaia e migliaia di tarantini. Adesso non staremo più zitti e continueremo a dare voce ai bisogni dei cittadini e a sostenere tutte le iniziative, istituzionali e non, per tutelare una comunità ferita. Per questo condividiamo senza se e senza ma e in maniera trasversale tutte le iniziative messe in campo dal sindaco Melucci: impugnazione del decreto Aia e chiusura delle scuole nel quartiere Tamburi nei giorni in cui Arpa Puglia segnala il rischio che le polveri del parco minerali dell’acciaieria possano raggiungere il centro abitato». Lo dichiarano i consiglieri de La Puglia con Emiliano, Giuseppe Turco, e di Direzione Italia, Renato Perrini, commentando gli ultimi provvedimenti adottati in queste ore dal Comune di Taranto sull’Ilva.
    «Su questi temi – spiegano i due consiglieri ionici – la politica deve compattarsi, la politica deve unire le forze perché quando ci sono in ballo diritti costituzionali, come quello al lavoro e alla salute, noi rappresentanti istituzionali abbiamo la responsabilità e il dovere morale di intervenire. Certo, chiudere le scuole nei giorni del Wind Day può sembrare una decisione drastica e dolorosissima. Quasi una sorta di minaccia. Nessun sindaco infatti vorrebbe mai tenere i cancelli chiusi di aule e palestre in virtù del diritto all’istruzione. Ma purtroppo tutti noi tarantini paghiamo ancora sulla nostra pelle oltre 20 anni di politiche aziendali scellerate, di false promesse e di illusioni».
    «Speriamo a questo punto – concludono Turco e Perrini – che il Consiglio regionale monotematico sull’Ilva, previsto per il prossimo 10 novembre, sia davvero un’occasione utile e non un semplice dibattito da talk show».

    «Inopportune le scelte del Sindaco»
    «Le immagini delle polveri del parco minerale dell'Ilva sollevate dal forte vento di questi giorni sono sicuramente drammatiche e non possono che farci essere solidali, in particolare, con gli abitanti dei Tamburi. Pertanto, è sicuramente necessario assumere tutte le iniziative di carattere precauzionale che possono, anche solo in parte, contenere questo fenomeno, quali la riduzione della produzione o la maggiore filmatura del materiale in giacenza». Questo il commento di Cataldo Fuggetti, Presidente Commissione Ambiente Comune di Taranto. 
    Da questo punto di vista «fa bene il Comune a sollecitare gli organi competenti a svolgere il loro compito di vigilanza e di controllo. Meno opportuni, invece, ci sembrano provvedimenti quali la chiusura delle scuole in quanto non servono a sottrarre i ragazzi dei Tamburi dall'esposizione alle polveri. Ma, soprattutto,- aggiunge-  ci sembra del tutto inopportuna l'iniziativa di impugnare il Dpcm del 29 settembre se l'obiettivo è quello - da tutti condiviso - di ottenere nei tempi più brevi possibili la copertura dei parchi minerali perché, come è noto, proprio questo Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri consente di velocizzare le procedure per la realizzazione della copertura, fino ad oggi bloccata dai troppi e complessi passaggi burocratici. Infatti, il progetto e le risorse per la costruzione della copertura dei parchi minerali ci sono e finalmente, proprio con il Dcpm del 29.09.2017 il Governo potrà, senza ulteriori indugi, consentire alla nuova proprietà l'avvio dei lavori».
    Fuggetti è certo che, «tenendo conto di ciò, l'Amministrazione Comunale riconsidererà l'intenzione di impugnare il Dpcm, altrimenti correrebbe il rischio di ottenere il risultato paradossale di ritardare anziché accelerare la realizzazione della copertura dei parchi. Sarebbe molto utile che il Comune di Taranto solleciti la Regione a procedere speditamente alle assunzioni di nuovo personale dell'ARPA possibili con le risorse già disponibili da oltre un anno, e all'utilizzo da parte della ASL di Taranto dei 70 milioni per l'acquisto delle apparecchiature appositamente stanziati dal Governo nazionale», conclude.

    Chiarelli: «basta con la guerra tra fazioni del Pd»
    Secondo Gianfranco Chiarelli, il sindaco «non punta al confronto con la cordata che a breve dovrebbe acquisire la gestione dello stabilimento Ilva, quanto a contrastare apertamente il governo. Ciò con il sostegno del governatore pugliese. Soprattutto dopo le recenti vicende del congresso provinciale del Pd si è definitivamente sancita la rottura tra il Fronte Dem e la corrente renziana, con inevitabili ricadute sul piano dei rapporti istituzionali. Tant’è – aggiunge- che a stretto giro di posta lo stesso presidente della commissione ambiente del comune (PD di area renziana) ha espresso forti critiche ai provvedimenti del sindaco».
    La chiusura delle scuole dei Tamburi, «dopo quella dei giardinetti voluta da Stefàno, non solo non risolve il problema, in quanto si dovrebbe disporre a questo punto la chiusura di tutte le attività del quartiere e il trasferimento temporaneo dei cittadini, ma crea danni su danni in quanto si perdono giorni di lezione, senza alcuna certezza che i bambini non siano attinti dalle polveri! – rileva Chiarelli- Davvero difficile comprendere questa guerra vera e propria tra fazioni del partito di maggioranza relativa che governa a livello centrale, regionale e locale! Così come continua ad essere incomprensibile l’atteggiamento di totale chiusura dei commissari che, al momento, restano gli unici responsabili, ancorché protetti dalla immunità penale ed amministrativa, di ritardi nell’attuazione dell’ Aia e di inadempimenti dal punto di vista della gestione economica dello stabilimento. Si smetta con le contrapposizioni tra gruppi del PD e si provi a unire la città, coinvolgendo tutte le istanze sociali ed istituzionali per definire un piano serio di azioni che risolvano una volta per tutte la vertenza Ilva, che è una questione di ordine politico e sociale e non solo materia di trattativa contrattuale», conclude.

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