Domenica, 17 Dicembre 2017

    Ambiente, 33 associazioni sollecitano le istituzioni: “L’Aia non tutela la salute” In evidenza

    Foto ufficio stampa Foto ufficio stampa

    Le 29 associazioni ambientaliste (diventate 33 sino ad oggi) che lo scorso 18 novembre hanno deciso di fare fronte comune per affrontare le problematiche sanitarie della città di Taranto ora “chiedono di incontrare le istituzioni per l’avvio di una serie di incontri da tenersi a nel breve periodo”.

    L’invito è piuttosto vago, essendo molteplici i destinatari della richiesta. Si va dal presidente del Consiglio, a quello della Regione; dal procuratore capo di Taranto al prefetto, passando per i sindaci della provincia ionica. Per questo ha più il sapore di una lettera aperta, ma ciò nonostante chiara nelle rivendicazioni avanzate.
    I punti sembrano inderogabili e vengono elencati riprendendo il contenuto della piattaforma rivendicativa presentata alla città il mese scorso. Vi troviamo la richiesta di istituzione di un osservatorio sulla mortalità a Taranto e di un centro specializzato in endometriosi e malattie autoimmuni che – come sottolineano le associazioni – “sono ampliamente diffuse sul territorio, al pari delle forme tumorali, delle sindromi immuno-neuro-tossiche e di altre patologie derivanti dalla disastrata situazione ambientale”. Vi è poi la richiesta di un centro pubblico per la procreazione medicalmente assistita, “tenuto conto – aggiungono gli scriventi - dell’alto numero di donne che non riesce a portare a termine la gravidanza e di quelle che non potranno mai viverla”.


    Ancora:
    - istituzione a Taranto di un istituto di ricerca in campo oncologico.
    - il monitoraggio in tempo reale degli inquinanti riversati sull’intero territorio della provincia di Taranto;
    - l’istituzione di una bio-banca per i cittadini e i lavoratori.

    Infine la “richiesta di una reale tutela della salute di cittadini e lavoratori attraverso la chiusura delle fonti inquinanti e l’avvio delle bonifiche a carico degli inquinatori e altri soggetti responsabili”.
    Non da ultima, vi è una netta critica al decreto del presidente del consiglio dei ministri che ha concesso l’Aia al nuovo gestore: “Pur nella convinzione che nessuna Autorizzazione integrata ambientale può tutelare la salute dei tarantini, diciamo “no” al prolungamento dei tempi per l’applicazione dell’Aia stessa.
    No a benefit e a royalties eventualmente proposti da industrie pubbliche e private”.

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