Martedì, 19 Giugno 2018

    Personale in arrivo al MarTa, ma restano le criticità

    Foto ufficio stampa Foto ufficio stampa

    Forze fresche per il MarTa, il museo archeologico di Taranto: dall’11 dicembre si sono aggiunti, all’organico in forze al museo, tre archeologi, vincitori dell’ultimo maxi concorso per 500 funzionari indetto dal ministero per i Beni e le Attività culturali niionari indetto dal MiBACT nel 2016.

    “I vincitori sono delle vere e proprie eccellenze a livello nazionale nei rispettivi ambiti di competenza – affermano dal MarTa - che hanno superato un arduo iter concorsuale tra oltre tremila candidati, tutti altamente formati e specializzati. Si tratta di Lorenzo Mancini, nato a Forlì nel 1983, laureato e specializzato in archeologia classica presso l’università degli studi di Bologna, dove ha anche conseguito il titolo di dottore di ricerca e che annovera nel curriculum anche una borsa di perfezionamento presso la Scuola archeologica italiana ad Atene; Simona Formola, napoletana classe ’83, laurea in lettere classiche e in archeologia, dottore di ricerca presso l’università degli studi di Napoli “L’Orientale” con una tesi sulle fasi preromane di Ercolano, con particolare riguardo agli studi inerenti l’architettura e l’urbanistica delle città romane e le antichità pompeiane;  Luca Di Franco, trentuno anni, napoletano, dottore di ricerca presso l’università di Napoli “Federico II” con una tesi riguardante i rilievi neoattici della Campania, che nel corso delle sue ricerche ha approfondito la tematica inerenti l’arredo scultoreo delle ville suburbane e i processi produttivi delle botteghe romane”.

    “La prossima settimana – fanno sapere ancora dal museo - si aggiungerà una quarta archeologa, la dottoressa Anna Consonni, e si resta in attesa anche di una quinta risorsa, un funzionario per la promozione e la comunicazione”.

    La direttrice del MarTa lascia trapelare una certa soddisfazione per le nuove professionalità arrivate e per quelle in arrivo, anche se “purtroppo restano ancora delle carenze in alcuni settori nevralgici per un museo con autonomia speciale¸ in particolare nel settore amministrativo e nel servizio di accoglienza, vigilanza e fruizione; ciò talvolta – aggiunge Degl’Innocenti – non consente di esprimersi ai massimi livelli, costringendoci ad esempio all’apertura del Museo a piani cadenzati e che prossimamente potrebbe indurre ad individuare delle giornate di chiusura, in particolare durante i festivi”.

    “Guardando in prospettiva – conclude la direttrice del museo - la situazione non è rosea, visto che sono ormai prossimi i pensionamenti di alcuni validi collaboratori proprio del servizio accoglienza, fruizione e vigilanza, la cui dedizione al lavoro ha contribuito in maniera determinante a tenere aperto il museo dalle 8:30 alle 19:30 tutti i giorni, tutto l’anno. Tuttavia apprezziamo molto il lavoro e gli sforzi che il ministero sta perpetrando, pertanto continueremo a lavorare con il solito impegno per offrire il nostro contributo fattivo per la ripresa e lo sviluppo del territorio, guardando con fiducia al futuro”.

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