Lunedì, 10 Dicembre 2018

    Da Marescotti chiarezza sul ricorso al Tar, poi attacca i 5 stelle In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    “Diciamo subito chiaramente: il ricorso al Tar del Comune e della Regione rimane in piedi, nonostante il ritiro della sospensiva”.

    A fare chiarezza su quanto sta avvenendo intorno all’Ilva, ed in particolare al ricorso al Tar contro il decreto governativo che concede l’Aia a Mittal, è Alessandro Marescotti. “E' stata ritirata la sospensiva che è cosa diversa dal ricorso al Tar – precisa il presidente di Peacelink. Il Tar si esprimerà dunque nel merito del ricorso attualmente in piedi. La sospensiva non riguarda il merito del ricorso”.

    Marescotti non nasconde che “senza sospensiva i tempi certamente si allungano, ma si allunga al contempo il tempo di incertezza per Arcelor Mittal. Il che, da un punto di vista della politica aziendale, non è un bene. Senza sospensiva infatti Arcelor Mittal non è posta nella certezza di poter subentrare in Ilva in maniera duratura e soprattutto ha la probabilità di poter perdere denaro in caso di esito sfavorevole al Tar. Come si vede siamo entrati in una fase in cui l'Ilva diventa un gioco d'azzardo per Arcelor Mittal e non sarà semplice decidere. Tanto che Arcelor Mittal chiede "garanzie" (anche finanziarie) al governo e una modifica del contratto di cessione (che non è pubblico)”.

    “Senza la sospensiva – aggiunge uno dei simboli del movimento ambientalista ionico - il ricorso penderà come una spada di Damocle su una multinazionale che già ha ottenuto che il contratto di cessione rimanga segreto e che ora chiede per di più garanzie finanziarie nel caso il Tar dia ragione agli enti locali, attraverso una modifica del contratto di cessione. E' arrivato il momento di chiedere a gran voce che venga reso pubblico il contratto di cessione dell'ILVA ad Arcelor Mittal”.

    Da Marescotti arriva poi un attacco politico al Movimento 5 Stelle: “Sono giunte varie critiche al ritiro della sospensiva. Chi presenta critiche potrebbe però agire in prima persona con un proprio ricorso al Tar. Verrebbe da chiedere per fare un esempio calzante: perché i meet-up non hanno presentato ricorso al Tar senza rinunciare alla sospensiva? Può essere assolutamente legittimo - nel "dilemma del giocatore" - scegliere la strada della sospensiva e far fuggire subito (sempre che venisse accolta dal TAR) Arcelor Mittal. Ma perché lamentarsi degli altri quando si poteva fare diversamente in prima persona?”.

    Infine un monito al mondo ambientalista: “A mio parere, la strada dell'unità continua oggi ad essere la via mastra per evitare di apparire i capponi di Renzo. Anzi di Renzi! Quei capponi che nei Promessi Sposi si beccavano senza pensare che Renzo li portava ad Azzeccagarbugli per finire nel pentolone”.

     

     

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    iblpartners_cis_rb_corona_banner_470x700.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    iblpartners_cis_rb_corona_banner_470x700.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati