Giovedì, 24 Maggio 2018

    Ilva, Cgil: “Delusi da Emiliano e Melucci” In evidenza

    “Avevamo riposto grandi aspettative nell’iniziativa del sindaco di Taranto e del presidente della Regione Puglia che preannunciavano una proposta di accordo di programma che fosse più avanzata sul piano delle tutele della salute e della certezza di attuazione del piano ambientale, delle bonifiche e dell’innovazione tecnologica da parte di Arcelor Mittal e dell’amministrazione straordinaria in Ilva, rispetto alla bozza di protocollo d’intesa proposto dal Governo qualche giorno fa. Ne siamo rimasti molto delusi”.

    È lapidario il commento del segretario generale della Cgil, Paolo Peluso, che così si è espresso in merito alla bozza dell’accordo di programma. Non solo una valutazione sintetica quella del sindacato che infatti spiega siano tre le ragioni che inducono tale rammarico: “La prima. Il sindacato è assolutamente escluso dall’ipotesi di accordo di programma. Cosa del tutto inusuale, trattandosi di materia con ricadute sul lavoro, benché finalizzato prevalentemente alle tematiche ambientali e di tutela della salute”.

    Secondo la Cgil “ne consegue che nella bozza non c’è nessun riferimento alla tutela e garanzia per i lavoratori che si sono insinuati al passivo nella procedura di liquidazione di Ilva spa, ma solo per le imprese, peraltro con proposta di soluzioni transattive extra ordinem. Così come manca un chiaro riferimento alla tutela dei lavoratori in appalto”.

    La seconda ragione attiene le soluzioni tecnologiche alternative, in particolare “sull’utilizzo del gas per la ripartenza dell’Afo5”. “Posta la necessità di dimostrare che ciò sia realmente possibile – scrive Peluso -, il piano infrastrutturale di interventi proposto dalla Regione per l’arrivo del gas direttamente sotto l’Ilva ci meraviglia non foss’altro per ricadute occupazionali”.

    La terza: “Ci ritroviamo di fronte ad una ipotesi di accordo di programma macchinosa sul piano burocratico, che raddoppia organismi di controllo, di fatto però diluendo le responsabilità su un aspetto dirimente come quello della salute”.

    Peluso conclude: “La Cgil di Taranto resta sempre aperta al confronto, ma non può accettare che i lavoratori diretti e degli appalti Ilva restino senza voce in questa contesa tutta istituzionale, mentre la fabbrica vive una condizione palesemente sempre più drammatica”.

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