Sabato, 20 Ottobre 2018

    Ennesimo wind day, Peacelink chiede l’intervento del sindaco In evidenza

    Si attendeva una smentita che alla fine non è arrivata. E così oggi le scuole del quartiere Tamburi sono rimaste chiuse. Di nuovo. Tutta colpa dell’ennesimo wind day e delle polveri provenienti dal siderurgico.

    L’allerta era stata lanciata sabato scorso ma, come ormai sanno bene i tarantini, gli avvisi di wind day possono essere anche revocati. Così non è stato e i giorni di scuola persi dai bambini dei Tamburi aumentano,superando la decina.

    Sull’argomento è intervenuta l’associazione Peacelink, chiedendo al sindaco di Taranto “che si faccia soggetto promotore del principio "chi inquina paga" in modo che chi gestisce l'Ilva risarcisca l'intera città per ogni giorno di wind days, quantificando tutti i danni diretti e indiretti provocati dalla paralisi delle attività cittadine”.

    Secondo i componenti di Peacelink “non è superfluo ricordare che la legge italiana punisce chi cagiona una interruzione o turba la regolarità di un ufficio o servizio pubblico”. Per questo “il sindaco deve affidare ad enti super partes una quantificazione dei danni, da quelli sanitari (+25% di ricoveri dei bambini nei quartieri a rischio) a quelli economici e sociali provocati dall'inquinamento”.

    Le conseguenze di questo principio sarebbero enormi, stando a quanto sostiene l’assocaizione: “Se venisse compiuta tale quantificazione Arcelor Mittal non acquisterebbe più l'Ilva e lo stabilimento chiuderebbe per sempre. Infatti nessun privato sarebbe disposto ad acquistare un'azienda che debba contabilizzare nel bilancio gli attuali enormi costi e disagi scaricarti sull'intera comunità”.

    Infine il capitolo prevenzione. “PeaceLink considera di vitale importanza – si legge sul suo sito internet - una capillare informazione sui rischi dei wind days e una diffusa della prevenzione primaria, in particolare fra le mamme del quartiere Tamburi, che riguardi la conoscenza della composizione chimica delle polveri con cui la popolazione entra in contatto”.

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