Sabato, 22 Settembre 2018

    Legambiente: “fiume Galeso: da parco a discarica a cielo aperto”   In evidenza

    Foto ufficio stampa Legambiente Taranto Foto ufficio stampa Legambiente Taranto

     

    Un nutrito gruppo di soci di Legambiente e di cittadini di Taranto ha effettuato nei giorni scorsi una ricognizione dello stato dell’area del fiume Galeso, sia nella parte relativa alle sorgenti che in quella della foce. 

    Si tratta di un luogo di grande bellezza, oggetto negli anni passati di interventi e finanziamenti pubblici volti alla creazione di un parco, il Parco Letterario del Fiume Galeso, con l’obiettivo di salvaguardare e valorizzare  l'unico corso d'acqua che sfocia nel primo seno del Mar Piccolo, celebrato – tra gli altri -  da Virgilio e da Orazio, e di creare un C.E.A. (Centro di Educazione Ambientale).

    Il fascino che ancora regna in questi luoghi, dalla vegetazione che occupa le sponde del fiume alla visione del Mar Piccolo da una prospettiva diversa a quella cui si è abituati, è però attualmente compromessa dalla presenza di cumuli di rifiuti che deturpano l’area, dalla sorgente alla foce, senza soluzione di continuità: una devastazione fatta  di materiali edili, calcinacci, sanitari, mobili, elettrodomestici, persino resti di barche e gommoni, e poi bottiglie di birra, vaschette di polistirolo, plastica. Insomma la zona è una discarica a cielo aperto, in cui spicca la presenza di rifiuti pericolosi: manufatti in eternit, rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, con il loro possibile carico di sostanze nocive per l’ambiente e la salute, come i metalli pesanti  che rappresentano un potenziale pericolo ambientale, che Legambiente Taranto ha immediatamente  segnalato al Comando della Polizia Municipale e di cui ha richiesto la rimozione immediata.

    Legambiente ritiene che non sia possibile rassegnarsi ad un simile scempio che, gradualmente, rischia di escludere la zona dalle potenzialità di Taranto: il Fiume Galeso, una delle “Delizie Tarantine” citate da Tommaso Niccolò d’Aquino.

    Per questo Legambiente chiede alla Amministrazione Comunale di Taranto un intervento straordinario di radicale pulizia dell’intera area, per asportare tutti i cumuli di rifiuti che ne distruggono la bellezza e restituirla alla piena fruibilità da parte dei tarantini che, specie se si fa riferimento ai più giovani, ne ignorano spesso persino l’esistenza.

    Crediamo non sia accettabile che questa parte del territorio comunale – hanno dichiarato dall’Associazione - sia una sorta di zona franca ove condotte illecite finiscono per essere considerate normali e, quindi, di fatto tollerate. Dovrebbe essere prevista l’adozione di sistemi di sorveglianza che costituiscano un serio disincentivo a chi vuole scaricare rifiuti nella zona”.

    E’ incredibile che, a distanza di oltre vent’anni, realtà come il Centro di Educazione Ambientale ed il Parco Letterario del Galeso restino delle opere eternamente incompiute.

    Se a ciò si aggiunge l’inquinamento delle acque alla foce, confermato la scorsa estate dai tecnici della Goletta Verde di Legambiente, la misura appare davvero colma: è tempo che tutti gli enti e i soggetti interessati, dal Comune alla Provincia, dalla Regione al Commissario straordinario per le bonifiche, assumano la rinascita del Galeso e del territorio che lo circonda come una priorità della propria azione portando a termine i progetti esistenti ed assicurandone, anche attraverso l’istituzione di un’area protetta, il futuro.

     

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