Martedì, 25 Settembre 2018

    Caso Ilva: anche il wwf sostiene il Comune di Taranto nel ricorso al TAR In evidenza

    Dopo Legambiente Taranto, anche il WWF ha dichiarato la propria vicinanza ed il proprio supporto al Comune di Taranto, circa il ricorso presentato al TAR sulla questione Ilva.

    Ad essere impugnato, dall’ente comunale e dalla Regione Puglia, è l’ultimo piano ambientale adottato per l’Ilva nel settembre 207 con decreto del Consiglio dei Ministri.

    La discussione al Tar di Lecce, che si svolgerà con inizio il prossimo 6 marzo, vede quindi la presa di posizione della famosa organizzazione ambientalista, che parteciperà al ricorso mediante un intervento “ad adiuvandum”.

    Il WWF Italia, assieme alla sezione cittadina di Taranto, denunciano difatti da anni lo stato di grave inquinamento della città, assieme al conseguente deturpamento delle aree naturali presenti tra i due mari. L’organizzazione ha fatto denunce, ricorsi amministrativi, elaborato documenti con richieste e osservazioni per le bonifiche dell’area, interloquendo con il Ministero dell’Ambiente, il Parlamento, la Corte Costituzionale, la Magistratura.

    Inoltre, si è anche costituita parte civile nel processo per “disastro ambientale” avviato nel 2014. Tutte queste attività hanno l’obiettivo di perseguire la tutela ed il risanamento ambientale, la salute dei cittadini e dei lavoratori e di garantire il rispetto delle regole europee.

    Nell’intervento al Tar Lecce, curato per il WWF Italia dagli avvocati Lara Marchetta di Taranto e Giuseppe delle Foglie di Bari, il WWF ha sottolineato che il nuovo Piano Ambientale non rispetta le regole europee ed internazionali (Convenzione di Aaarhus) sul “diritto di accesso alle informazioni ambientali e di partecipazione”.

    La Pubblica amministrazione non avrebbe garantito i “principi di trasparenza” e “leale collaborazione” riconosciuti anche dalla Costituzione. Si rileva, inoltre, l’omissione di valutazioni sull’impatto sanitario del Piano e si lamenta una eccessiva proroga dei tempi di intervento di bonifica che “appare apertamente contraddittoria sia rispetto all’urgenza ed emergenza dei lavori di bonifica dello stabilimento ILVA sia rispetto alle esigenze di garantire il diritto alla salute della popolazione locale, della fauna e della flora circostante l’insediamento industriale”. Si evidenziano anche proroghe che violano il “principio di precauzione” che tutti gli stati europei devono garantire rispetto alla tutela di ambiente e salute.

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