Mercoledì, 12 Dicembre 2018

    “Cartelle pazze”, Taranto Respira critica l’amministrazione Melucci In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    “È inaccettabile che una larga fetta della popolazione tarantina venga inondata da solleciti di pagamento, secondo una prassi ormai consolidata”. È il duro atto di accusa del movimento civico Taranto respira che critica la politica di riscossione del Comune di Taranto.

    “Migliaia di cittadini – scrivono i rappresentanti del movimento - si sono visti recapitare gli avvisi IMU 2012, inviati massicciamente a pochi giorni dalla prescrizione quinquennale degli stessi. Nessuno screening tributario è stato effettuato né gli avvisi tengono conto delle esenzioni relative alle abitazioni principali, alle pertinenze, alle eventuali inagibilità e, addirittura, in alcuni casi il contribuente viene chiamato a pagare due volte per la stessa cartella”.

    Ma alla base della contestazione all’amministrazione comunale non vi è solo questo elemento. Nella nota stampa viene infatti precisato che “al disagio che ne consegue per lo spreco di tempo e perdite di giornate lavorative, a causa delle lunghe file davanti agli uffici comunali, va aggiunta l’inefficienza della macchina comunale”. “Il paradosso – proseguono gli scriventi - è che l’emissione a pioggia di cartelle “pazze”, risultanti poi errate in toto o in parte, anziché favorire le entrate comunali, costituisce, al contrario, un notevole aggravio di spese per l’amministrazione, considerando i costi di stampa e notifica degli accertamenti, gli eventuali straordinari dei dipendenti comunali per far fronte alle molteplici richieste di annullamento in autotutela e successiva emissione dello sgravio”.

    “Le carenze della macchina amministrativa, in un Paese civile, non possono e non devono ricadere sulla testa dei cittadini” ammonisce Taranto Respira. Infine l’annuncio: “Tramite il consigliere Vincenzo Fornaro, chiederemo un intervento di riordino e razionalizzazione del sistema informativo delle entrate locali,ì che affronti anche in modo serio e compiuto il problema del frequente verificarsi di errori macroscopici nell’attività di accertamento e riscossione dell’amministrazione finanziaria”.

     

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