Martedì, 18 Dicembre 2018

    “Chiudiamola qua”, domenica gli ambientalisti tornano in piazza. Chi risponderà all’appello?

     

    Il 18 marzo l’associazione Genitori Tarantini scende nuovamente in strada per chiedere ancora una volta la chiusura dell’Ilva. E c’è da giurarci, non sarà la sola.

    Se tra le strategie d’azione del movimento ambientalista tarantino torna centrale la mobilitazione pubblica, è evidente che la fiducia nelle istituzioni è tornata ai minimi storici. Sino a qualche tempo fa, il grande attivismo del presidente Emiliano contro i provvedimenti di marca governativa aveva riportato la “battaglia” nell’alveo del conflitto istituzionale. Questo non vuol dire che la maggior parte di quanti ancora chiedono la chiusura della fabbrica fosse appiattita sulle posizioni del governatore e del sindaco Melucci. Ma il ricorso al Tar contro il Dpcm Gentiloni, lo scontro con Calenda e, soprattutto, le parole del primo cittadino di Taranto che si era spinto a dire “la chiusura non è più un tabù”, avevano indotto gli ambientalisti a guardare con apprezzamento alle azioni poste in essere dai due esponenti del PD.

    Anche l’elezione di ben 5 parlamentari del Movimento 5 Stelle – i cui responsabili locali hanno sempre ribadito che la strada maestra è quella della riconversione economica – non appare una condizione sufficiente per dormire sonni tranquilli.

    Ancora una volta, il movimento ambientalista sente la necessità di fare pressione sulla classe politica locale e di inviare un messaggio chiaro all’opinione pubblica nazionale: “Chiudiamola qui”. Uno slogan non certo equivoco, il cui messaggio è rafforzato da una locandina piuttosto esplicativa in cui un bambino strappa letteralmente il cielo inquinato di Taranto scoprendo, al di sotto, un cielo terso e pulito.

    “Pretendiamo che l’Autorizzazione Integrata Ambientale, laddove non soddisfatta, preveda sanzioni certe a carico dei gestori degli impianti” – scrivono nel post relativo all’evento i Genitori Tarantini.
    “Pretendiamo dal sindaco di Taranto e dal Consiglio comunale, quali responsabili della condizione di salute della popolazione, di assicurare con certezza ai cittadini che nulla hanno da temere dalle emissioni inquinanti dell’Ilva. In caso contrario, pretendiamo che la salute pubblica venga tutelata avvalendosi di tutti i mezzi che la legge mette a disposizione del sindaco e del Consiglio comunale, fino all’eventuale ????????? ?? ??????? ????? ????????.
    Scendiamo in piazza insieme ai nostri figli per mostrare loro il nostro desiderio di lasciargli un mondo migliore e un posto dove possano giocare, studiare, crescere e diventare uomini senza il pericolo di non arrivare a realizzare tutti i propri desideri”.

    L’appuntamento è per domenica alle 10 in piazza Garibaldi. Sarà interessante capire chi risponderà “presente” all’appello. Lo faranno gli amministratori chiamati in causa? Lo faranno tutte le associazioni e i comitati che in questi anni si sono ritrovate accomunati dalla stessa battaglia, ma divisi sullo scoglio dei personalismi? Ancora pochi giorni e lo scopriremo.

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