Mercoledì, 12 Dicembre 2018

    Falò di san Giuseppe, la guerra (persa) all’illegalità

    Le intenzioni c’erano, la buona volontà anche. Ma la guerra, purtroppo per la città, l’amministrazione comunale e le Forze dell’Ordine l’hanno persa. Clamorosamente.

    Quanto avvenuto ieri, in occasione della festività di san Giuseppe, a Taranto, è emblematico dei rapporti di forza che si sono ormai instaurati in alcuni quartieri periferici della città. Ci riferiamo, ovviamente, ai roghi illegali di legname cui ogni anno le popolazioni di tali abitati assistono con rassegnazione e senso di impotenza. Li spacciano per riti o tradizioni, e forse qualcosa di rituale l’hanno ormai assunta. Si tratta di un rito per esaltare l’impunità, di un rito volto a riaffermare il potere, della tradizionale dimostrazione di strafottenza nei confronti del bene pubblico che in alcuni strati della popolazione non è stata mai sradicata.

    Non chiamateli però “falò di san Giuseppe”. Quelli sono un’altra cosa. Hanno radici antiche e sono diffusi in tutta Italia. La loro funzione, anticamente, era duplice: da un lato scandire il tempo e segnare il passaggio dall’inverno alla primavera e dall’altro bruciare gli scarti delle operazioni di potatura degli ulivi che vanno fatte sul finire dell’inverno, ovvero quando la pianta è ancora a riposo vegetativo.

    Ciò cui assistiamo a  Taranto è altro. Per realizzare questi roghi ormai consueti vengono accatastati mobilio, pedane, assi e tutto ciò di cui la fantasia umana è capace, senza che ci si curi dell’eventualità che tali componenti di legno siano strati trattati con prodotti chimici, siano verniciati o piuttosto antichi e pregiati. Ricorderete tutti due casi emblematici del recente passato quando vennero utilizzati per questi roghi le assi del pattinodromo e i mobili di pregio di un’antica dimora sita in città vecchia.

    Ieri, l’amministrazione comunale ha provato a reagire, a far sentire la propria voce, a ripristinare la legalità. Ma non ci è riuscita. In mattinata infatti, come dimostrano le immagini, Amiu, Polizia municipale e Polizia di Stato hanno provato a fermare i roghi, rimuovendo il materiale dalle cataste che erano state create ad arte.

    Poche ore dopo però, erano di nuovo lì. Ricostruiti dalle fondamenta. Attrazione principale di un evento che, stando ad alcune immagini postate in rete, di lì a poco avrebbe avuto un contorno ludico capace di attrarre grandi e piccoli.

    Tutto è andato come doveva andare. E il velleitario tentavo di ripristinare la legalità, ne siamo certi, se da un lato è stato apprezzato, dall’altro è stato irriso. A questo giro, lo Stato ha perso.

     

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