Sabato, 22 Settembre 2018

    Edilizia, Confartigianato alle istituzioni locali: “Le procedure siano più snelle” In evidenza

    “Il settore delle costruzioni è un “motore” sempre acceso, ma purtroppo al minimo, e va alimentato con il carburante della fiducia”.  È questa la metafora  con cui le imprese edili aderenti a Confartigianato fotografano la situazione del comparto nel territorio ionico.

    Secondo l’associazione di categoria, le imprese che operano nell’edilizia sono uscite con le ossa rotta da un decennio di forte crisi che ha ridotto del 10% le aziende artigiane del tarantino, causando la conseguente perdita di migliaia di posti di lavoro in tutta la filiera.

    Ed oggi, anche se la situazione sembrerebbe essere leggermente diversa, non si può parlare di vera e propria ripresa, secondo Confartigianato. Si riesce piuttosto a registrare qualche debole segnale positivo che aumenta il tasso di fiducia nei confronti del futuro.

    “Ma ognuno deve fare la sua parte - avverte l’Anaepa che raggruppa gli imprenditori edili in seno a Confartigianato. É il momento che le istituzioni e le forze politiche inizino a condividere una priorità che da tempo indichiamo come determinante: quella della riqualificazione del nostro patrimonio edilizio, sia esso pubblico o privato, residenziale o produttivo”.

    La direzione è chiara, insomma. Non nuove superfici edificabili, ma il recupero dell’esistente. “E’ questo il terreno su cui si può giocare una vera ripresa – aggiunge Fabio Paolillo, segretario di Confartigianato - coniugando obiettivi di rigenerazione urbana, messa in sicurezza, innovazione, anche nel settore delle costruzioni. Grazie anche alla politica nazionale delle detrazioni fiscali, gli interventi di recupero alimentano già oggi il 70% circa del mercato e si tratta di un ambito in cui la flessibilità, le competenze e la prossimità al cliente espresse dagli artigiani e dalle piccole imprese danno a queste ultime un grande vantaggio competitivo”.

    Infine le richieste al mondo della politica: “Le nostre istituzioni locali devono intervenire con decisione, nonostante le ristrettezze dei bilanci pubblici, ma soprattutto devono accettare il confronto collegiale con le nostre associazioni, i professionisti e i sindacati dei lavoratori. E, cosa ancora più importante, si deve comprendere che l’efficacia e la snellezza delle procedure burocratiche valgono quanto e più delle risorse in vista di un rilancio concreto dell’edilizia e dei settori collegati”.

     

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