Martedì, 19 Giugno 2018

    Bonifiche, recuperate 50 auto dal mar Piccolo e 300 t di rifiuti In evidenza

    In queste ore sta suscitando molto interesse un video postato sui social dalla società Serveco. In esso, tra le altre cose, si vedono chiaramente delle auto che affiorano dal mar Piccolo, recuperate grazie ad una gru dagli operai della stessa società che ha diffuso le immagini.

    Queste operazioni di bonifica rientrano tra le attività realizzate dal commissario straordinario Vera Corbelli; noi stessi ne avevamo parlato in un articolo di qualche mese fa. Oggi il recupero di queste carcasse è giunto quasi al termine, quindi si può stilare un bilancio di quanto realizzato.

    Sarebbero 300 le tonnellate di rifiuti sinora ripescate dal mare in sei mesi di attività:  pneumatici, relitti, fusti, lettini di ospedale, attrezzi da pesca, impianti di mitilicoltura, cassonetti,ecc…  Di tutto e di più, insomma. In un post Facebook pubblicato sulla propria pagina dall’azienda che, in collaborazione con altre società, si è occupata dell’individuazione e del recupero delle carcasse, si afferma che sarebbero oltre 50 le auto che giacevano sul fondale del mar piccolo.

     

    Dove si trovavano? La maggior parte di esse in corrispondenza della discesa Vasto, della banchina Cariati e del pontile ex-Marigenimil del genio della Marina Militare.

    Per poter ripescare le auto dal mare è stato fondamentale l’utilizzo dei sonar e la perlustrazione dei fondali da parte di una serie di sommozzatori esperti. Sono stati loro ad individuare l’ordigno bellico risalente alla seconda guerra mondiale che il mese scorso è stato fatto poi esplodere dalla Marina Militare.

    Il 12 ed il 13 marzo, infatti, i palombari del gruppo operativo subacquei del comando subacquei ed incursori presero in carico il residuato bellico che si trovava a 300 metri di distanza dal molo di via delle Fornaci ad una profondità di 10 metri rispetto alla superficie dello specchio d’acqua.

    Queste immagini vengono oggi diffuse per sensibilizzare la città ad avere maggiore rispetto delle proprie risorse e a non considerare il mare, come anche i tanti terreni adibiti negli anni a discariche abusive, come dei potenziali raccoglitori di rifiuti. Ma servono più controlli. Come è stato possibile, viene da chiedersi dopo aver visto queste riprese, che nessuno abbia mai denunciato quanto accadeva lungo le nostre coste? Possibile che nessuno sapesse?

    Nei prossimi giorni continueremo a seguire questa vicenda fornendovi anche ulteriori elementi.

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