Mercoledì, 25 Aprile 2018

    Cantiere Maggese, “Tutta mia la città” chiede un cambio di approccio In evidenza

    Foto studio Renato Ingenito Foto studio Renato Ingenito

    “Crediamo che ad essere sbagliato sia proprio il ripetersi della metodologia che mette esclusivamente  nelle mani di soggetti giuridici appartenenti al terzo settore i bisogni delle abitanti e degli abitanti del territorio, erogando nella migliore delle ipotesi dei “quasi-servizi”, nella peggiore a portare avanti delle attività autoreferenziali e slegate dal contesto come accaduto di recente”.

    Messa così, la citazione potrebbe apparire criptica e fuori contesto, ma è il nucleo centrale del comunicato stampa del comitato “Tutta mia la città” diffuso a poche ore dall’incontro con l’assessore al Patrimonio Viggiano inerente il futuro del cantiere Maggese.

    Il Comune intende infatti candidare il sito al bando “Il bene torna comune” promosso dalla Fondazione con il Sud. Per saperne di più vedi il nostro articolo.

    “Come spiegato in conferenza stampa – affermano i giovani del comitato -, il progetto presentato dall’amministrazione tarantina prevede un piano di ristrutturazione pari ad un massimo di 250 mila euro, ed un budget di altre 250 mila euro per attività “socio-economiche” che potrà svolgere  chi eventualmente risulterà vincitore della gestione del cantiere”.

    “La particolare storia di quel luogo – avverte Tutta mia la città - ci insegna che se non si parte dai contesti, dai bisogni e dalle persone, attivando processi partecipati che rendano un bene davvero comune, si rischia di fare un buco nell’acqua”.

    Le domande che il collettivo pone all’amministrazione sono molte e tutte piuttosto pertinenti: “Chi ha detto che per far diventare cantiere Maggese un bene comune c’è bisogno dell’ennesimo bando rivolto al terzo settore? Chi ha stabilito che la destinazione d’uso delle attività deve essere quella che deciderà il Comune? Che fine ha fatto il Regolamento per l’uso e la valorizzazione dei beni comuni approvato dalla Giunta che invece permette a singole e più persone di prendersi cura di spazi abbandonati, anche con il supporto dei tecnici comunali?”.

    In attesa di risposte, il comitato ha voluto documentare ancora una volta lo stato di degrado del sito di largo san Gaetano: “Nell’osservare per l’ennesima volta lo stato dei luoghi, assieme ad operatrici ed operatori dell’informazione, abbiamo potuto constatare non solo che la situazione non è migliorata, ma che è addirittura peggiorata, nonostante gli accessi siano stati murati nel corso del tempo”.

    Di seguito la gallery.

    Vota questo articolo
    (0 Voti)
    ibl_new.jpg
    banner_igenia.jpg
    energy.jpg
    engineering.jpg
    ibl_new.jpg
    © 2014 associazione CronacheTarantine. Tutti i diritti sono riservati