Mercoledì, 26 Settembre 2018

    Ilva, ora i sindacati hanno fretta. Nuovo incontro con Mittal In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Le indiscrezioni sul contratto di governo Lega-5 Stelle devono aver spaventato i sindacati dei metalmeccanici che hanno deciso di riannodare i fili della trattativa anche se non alla presenza del ministro Calenda.

    A dare la notizia della ripresa del dialogo è il quotidiano genovese Il Secolo XIX° che parla di un nuovo incontro tra le parti al di fuori dei tavoli istituzionali.

    Secondo quanto scrive il secolo, ieri a Roma, i segretari nazionali di Fiom, Fim, Uilm e Usb avrebbero incontrato l’AD di Am InvestCo Italy Matthew Jehl, per ribadire la necessità di assumere tutti i 14 mila operai del gruppo siderurgico. Le parti si sarebbero aggiornate al 22 maggio dopo aver incassato la disponibilità di Jehl ad effettuare ulteriori approfondimenti.

    Non si tratta di una semplice indiscrezione giornalistica. Lo conferma il fatto che il ministro Calenda ha cinguettato così questa mattina.

     

    Anche perché, a confermare la volontà dei due partiti che si apprestano ad assumere la guida del Paese di “chiudere le fonti inquinanti” c’è la seconda bozza del contratto pubblicata in queste ultime ore da Repubblica. Ebbene, in merito all’acciaieria tarantina vengono ripetute le stesse parole scritte nella prima, ovvero quella datata 14 maggio e pubblicata dall’Huffington Post.

    Se Mittal e i sindacati dovessero accordarsi prima della formazione del nuovo Governo, l’esecutivo nascente verrebbe tagliato fuori da qualsiasi intermediazione e avrebbe pochi margini per riportare le lancette indietro di qualche settimana.

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