Domenica, 24 Giugno 2018

    Incidente mortale Ilva, le reazioni In evidenza

    Cgil, Cisl e Uil questo pomeriggio, alle 17.30, si recheranno in Prefettura per un incontro con il rappresentante dello Stato. Dopo lo sciopero immediato proclamato a seguito della morte di un operaio di una ditta dell’indotto, si riaccendono i riflettori sul tema della sicurezza.

    “Questa emergenza – scrive il segretario provinciale della Cgil, Peluso - è nazionale e l’urgenza di un intervento l’avevamo già manifestata nel corso dello sciopero sui temi della sicurezza dello scorso 30 aprile in tutte le acciaierie dello stabilimento. I metalmeccanici, quelli diretti e quelli dell’indotto, non saranno lasciati soli. Intendiamo sollecitare una mobilitazione ancora più forte che coinvolga anche tutti i livelli nazionali e che rimetta al centro della vertenza quegli operai”.
    Il segretario della Fim Cisl chiama in causa la gestione commissariale. “É inadempiente – dice Bentivogli - anche sugli aspetti minimi e basilari della sicurezza dello sito, che ricordiamo essere il maggior impianto siderurgico d’Europa. Ci sono casi di lavoratori che sono costretti a farsi cucire all’esterno le imbragature eludendo quindi anche l’omologatura delle stesse. Come carenti sono i dispositivi per la sicurezza personale, per non parlare della manutenzione degli impianti ormai ai minimi. Da subito proclameremo mobilitazione di tutto il gruppo: bisogna finirla col giocare con la pelle dei lavoratori è una vergogna per un Paese civile.
    Il presidente della Regione Emiliano ha commentato la notizia su Facebook con queste parole: “Angelo Fuggiano, 28 anni, era nato e cresciuto ai Tamburi, il quartiere di Taranto a ridosso di Ilva. Ha respirato i veleni della fabbrica. Ha cercato lavoro in quella fabbrica. Con i suoi due bimbi viveva nel suo quartiere. Amato da tutti. Oggi, per un incidente in Ilva al quarto sporgente, Angelo é morto.
    Cosi non si può andare avanti. Non si può morire di lavoro. A venti mesi dalla morte di Giacomo Campo”
    Breve e conciso il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci: “Affranto mi stringo, con l’amministrazione tutta, alla famiglia, agli amici e ai colleghi di Angelo Fuggiano”.
    “Questa tragedia non si può più commentare. Serve lo Stato qui, uno Stato che torni ad essere amico di questa terra, e serve che sulla grande vertenza che riguarda il futuro di quello stabilimento e della città si torni a parlare di cose possibili, concrete e vere”. Così Emidio Deandri, presidente dell’associazione nazionale mutilati e invalidi del lavoro di Taranto, commentando la morte del 28enne operaio tarantino.

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