Lunedì, 10 Dicembre 2018

    ILVA, Faccia a faccia M5S – sindacati. Da lunedì, prove di dialogo

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Lunedì mattina, alle ore 10.00, ci sarà il tanto atteso faccia a faccia. Sindacati e Movimento 5 Stelle a confronto sul futuro dell’Ilva. L’incontro non è pubblico e ha carattere interlocutorio. In altre parole, si tratta di un primo momento di dialogo tra i rappresentanti dei lavoratori ed in particolare dell’acciaieria ionica ed una tra le due forze che si apprestano a dare vita al nuovo Governo.

    Tra i pentastellati non ci saranno solo i deputati Cassese, De Giorgi, Ermellino e Vianello ed il senatore Turco, ma anche Lorenzo Fioramonti, individuato da Luigi Di Maio, in campagna elettorale, come ministro papabile dell’Economia, e Laura Castelli, la deputata che ha contribuito alla stesura del contratto di governo con la Lega.

    Si parte da punti di vista diametralmente opposti. Con i sindacati che premono per la modernizzazione degli impianti ed il mantenimento della piena occupazione ed il Movimento 5 Stelle che è riuscito a far inserire nel contratto con Salvini la “chiusura progressiva delle fonti inquinanti”.

    È facile prevedere che i sindacati chiederanno spiegazioni circa questa formula, da molti ritenuta alquanto generica, e quindi sulla linea che il prossimo esecutivo adotterà in merito alle politiche industriali da perseguire. Ma i 5 Stelle sembrerebbero intenzionati, almeno in questa fase, ad ascoltare le istanze che verranno formulate dai sindacati senza illustrare ricette che rimangono demandate ai componenti del prossimo Governo.

    Si affronterà certamente il tema della sicurezza sul lavoro, in particolare in Ilva dove l’assenza di risorse economiche e la mancanza di un management orientato all’efficienza dei processi produttivi sta determinando quotidiani problemi di incolumità degli operai. Ma anche questo tema è legato a doppio filo a quello della cessione dello stabilimento. Molti degli attuali problemi in materia di sicurezza degli impianti vengono imputati dai sindacati all’amministrazione straordinaria che, fino a quando rimarrà in carica, non avrà ampi margini d’azione e risorse da investire per garantire il rifacimento dei principali siti produttivi.

    Insomma, il rebus appare complesso e difficile da gestire, ma le parti proveranno a dialogare. O ad iniziare un dialogo che dovrà proseguire obbligatoriamente in futuro se Mattarella darà il via libera alla nascita di un governo di marca giallo-verde.

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