Mercoledì, 26 Settembre 2018

    Ilva, sindacati e Mittal oggi tornano a incontrarsi In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Lo avevano programmato la scorsa settimana,  ma si tratta di un incontro ufficioso e per di più non alla presenza del ministro Calenda e della sottosegretaria Bellanova che hanno seguito sinora il dossier. Non per questo il vertice romano odierno tra sindacati e AmInvestCo è un passaggio scontato.

    Secondo quanto trapelato nelle ultime ore, dalla compagine che ha sottoscritto il contratto di fitto dell’Ilva potrebbe arrivare un timido rilancio in merito alla platea dei lavoratori da assumere nella newco destinata a gestire l’acciaieria.

    Ma i sindacati sono categorici: non un lavoratore dovrà perdere il posto di lavoro. Rispetto a questo out-out è difficile che le parti possano d’incanto incontrarsi e chiudere una trattativa che tra alti e bassi non ha mai fatto dei veri e propri passi in avanti.

    Anzi. In queste ore potrebbe crearsi un’insolita convergenza in vista di obiettivi pragmatici di breve termine tra i 5 Stelle ed alcune sigle sindacali. Dalle dichiarazioni rilasciate ieri, a Taranto, a margine dell’incontro tenutosi tra le due rappresentanze presso la Camera di Commercio, pare di capire che – a fronte delle distanze siderali circa il futuro dello stabilimento – ci possa essere un obiettivo comune: demolire il contratto di cessione.

    Quel documento, datato 14 luglio 2017 e per molto tempo rimasto chiuso nei cassetti del Mise, è un problema per le sigle sindacali, costrette a trattare partendo da una posizione di debolezza in quanto nel contratto è già fissato il numero dei lavoratori che dovrebbero transitare in AmInvestCo e la discontinuità salariale rispetto al passato. Ma è un problema anche per il nuovo Governo che non vuole gestire la transizione attuale, avendo come una unica opzione quella della vendita al colosso franco-indiano.

    In questo quadro si inserisce il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che non ha mai visto di buon occhio la cordata capeggiata da Mittal, non facendo mistero di preferire gli indiani di Jindal in quanto maggiormente propensi alla de carbonizzazione dello stabilimento di Taranto.

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