Mercoledì, 26 Settembre 2018

    Terremoto Amat, cade cda. Melucci: “Insoddisfatto dai vertici” In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Giorgia Gira, avvocato e componente del consiglio di amministrazione dell’Amat, si dimette e con effetto domino cade l’intero cda, quindi anche il presidente da poco nominato alla guida dell’azienda partecipata, Silvano Cavaliere.

    Un fulmine a ciel sereno? Non proprio stando alla nota con cui il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci, ha commentato la vicenda a poche ore dalla notizia. Già da alcuni mesi il primo cittadino avrebbe rilevato “con disappunto che tutta una serie di priorità e riprogrammazioni non ha assunto la velocità richiesta alla direzione, e registra un deterioramento dei rapporti anche con le organizzazioni sindacali che è meritevole di adeguata riflessione”.

    Il feeling con il presidente era quindi ormai al lumicino. Il sindaco ha espresso addirittura “preoccupazione ed imbarazzo per la gestione dei recenti consigli di amministrazione della partecipata”. “Si apprende – recita la nota di palazzo di città - persino di gente non titolata che prende la parola nei passaggi più delicati”. Un elemento “inaccettabile” a detta del sindaco, secondo il quale “un bravo manager è prima di tutto un direttore di orchestra”.

    Insomma, il gesto dell’avvocato Gira sembra aver tolto le castagne dal fuoco a Melucci che ora può nominare un nuovo manager senza aver rimosso quello precedente. Questo elemento, unito al ringraziamento pubblico “per gli sforzi profusi in questi mesi” rivolto alla stessa Gira, fa propendere per l’idea che l’avvocatessa sia l’unica che possa andare verso la riconferma.

    Sembra non trovare pace l’azienda di mobilità urbana che appena qualche mese fa aveva visto il presidente Roberto Fazioli dimettersi dopo 10 giorni dalla sua nomina.

    Tutto era nato nel gennaio scorso a seguito di una interrogazione presentata dal consigliere Cataldo Fuggetti, il quale, dopo aver visionato gli atti del bando ad evidenza pubblica, aveva segnalato che Fazioli, seppur privo di condanne, non aveva segnalato l’esistenza di tre processi in corso a suo carico.

    Ora si attendono le determinazioni del sindaco Melucci che dovrà far presto per dare una guida forte ad un’azienda che dopo tante vicissitudini si trova senza una guida.

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