Martedì, 25 Settembre 2018

    Officine Tarantine, tutti assolti dai reati di invasione e resistenza In evidenza

    Foto di repertorio Foto di repertorio

    Assolti perché il fatto non sussiste o non costituisce reato. Il processo ai giovani di “Officine Tarantine” si conclude per ora con questo verdetto, in attesa che il 10 settembre vengano esaminate le posizioni stralciate per difetto di notifica.

    Gli imputati, tutti difesi dall’avvocato Francesco Nevoli, erano chiamati a rispondere, a vario titolo, di invasione di terreni o edifici e resistenza a pubblico ufficiale.

    Per il primo capo d’accusa erano alla sbarra in otto. Ma a prevalere è stata la tesi difensiva dell’avvocato Nevoli che ha messo in evidenza “l’interesse esclusivamente sociale delle attività che venivano svolte all'interno dell'immobile in questione” e che non potesse “ritenersi che la sua utilizzazione abbia determinato qualsivoglia lesione del patrimonio”.

    Del reato di resistenza a pubblico ufficiale rispondevano invece in 10 tra cui Aldo Ranieri del Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, e gli esponenti di #Tuttamialacittà, Ernesto Voccoli e Luca Contrario. Anche loro, come detto in precedenza, assolti.

    Ai predetti veniva contestato di aver superato il cordone della Polizia di Stato, predisposto dinanzi all'ingresso del parcheggio antistante l'immobile. Tuttavia, durante il dibattimento, è emerso che “dinanzi all'ingresso del parcheggio antistante l'area “ex Baraccamenti Cattolica” si era formato un folto capannello di persone (di circa 250 persone); chi si trovava a più stresso contatto con lo schieramento delle Forze dell'Ordine, tenendo le mani in alto (così da essere impossibilitato a spingere sul cordone), subiva le spinte provenienti da coloro i quali erano nelle file retrostanti, così da esercitare involontariamente una forma di pressione sul cordone che, su disposizione del Dirigente, si apriva e consentiva l'accesso nell'aria presidiata”.

    I protagonisti della vicenda, questa mattina, dopo aver appreso del dispositivo della sentenza, hanno tirato un sospiro di sollievo ed espresso la loro gioia con dei post su Facebook.

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