Sabato, 21 Luglio 2018

    Ilva, associazioni chiedono il rispetto del contratto di governo In evidenza

    È un Luigi Di Maio molto meno ingessato rispetto ad altri appuntamenti istituzionali quello che ieri, al termine dell’incontro con le associazioni ambientaliste di Taranto, ha detto di comprendere il disagio della città in quanto gli è sembrato di riascoltare le parole dei suoi conterranei in merito al problema della terra dei fuochi.

    Il video che contiene un estratto dell’intervento finale di Di Maio alla riunione di ieri al Mise è stato pubblicato dal Fatto Quotidiano sul proprio sito.

    Ma oltre questo, e l’assicurazione che sarebbero state adottate misure importanti, il neo ministro dell’Economia non si è sbilanciato. Dal canto loro le associazioni rimangono caute. L’aver potuto esprimere le proprie ragioni non è garanzia di un’inversione di rotta nelle politiche del Governo. Per questo, all’uscita dal Mise, rispondendo ai numero giornalisti presenti, in molti hanno cercato di “inchiodare” il vicepremier al rispetto del contratto giallo-verde in cui si parla di chiusura “progressiva delle fonti inquinanti”.

    Ma se si vuole cercare un dato positivo a fine giornata, questo va trovato nell’unità con cui il fronte delle associazioni si è presentato. Tanto che le stesse hanno infine emesso un comunicato congiunto in cui dicono di aver “rappresentato con fermezza e straordinaria unità d’intenti, la voce della città che chiede cambiamento e lo abbiamo fatto con cinque assunti comuni”.

    Le richieste esposte a Di Maio le sintetizzano così:

    • avvio immediato delle procedure di chiusura dell’Ilva;
    • tutela del bene prioritario della vita e della salute;
    • salvaguardia del reddito dei lavoratori;
    • bonifiche interne ed esterne alla fabbrica;
    • riconversione economica, ecologica e sociale del territorio.

    “Abbiamo rappresentato – dicono ancora - strumenti e proposte percorribili, che pure non sarebbe stato nostro onere portare, ma che siamo pronti a mettere a disposizione delle istituzioni, qualora la linea decisa sarà coerente con quanto promesso in campagna elettorale”.

    “Il ministro – sostengono infine - ha detto inoltre che il nostro contributo sarà tenuto nella dovuta considerazione e che saremo parte del processo decisionale in corso, convenendo che “Taranto ha diritto di respirare”. Ci ha infine dichiarato che, sebbene si tratti di un problema che viene da lontano, si esprimerà a riguardo con la dovuta urgenza. In tale valutazione ci aspettiamo che il suo ruolo non sia quello di mera mediazione, ma quello di chi, in esecuzione di un impegno già assunto dal suo Governo, ripristini lo stato di diritto nel nostro territorio e restituisca pace e dignità alla nostra comunità”.

     

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