Sabato, 21 Luglio 2018

    Ilva commissiona biomonitoraggio: “Valori dei metalli al di sotto dei limiti” In evidenza

    L’ILVA in Amministrazione Straordinaria ha commissionato un biomonitoraggio per valutare l’impatto degli elementi metallici sulla salute dei lavoratori coinvolti nella produzione di acciaio.I risultati – fanno sapere dall’azienda - hanno permesso di verificare che i valori sono al di sotto dei limiti di riferimento”.

     

    Le analisi, i cui risultati, stando a quanto riferito, sarebbero stati consegnati alle sigle sindacali, sono state eseguite da un'equipe medica guidata dai professori Piero Lovreglio e Leonardo Soleo, del Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione di Medicina del Lavoro dell’Università degli Studi di Bari.

     

    Da aprile a luglio dello scorso anno, 856 dipendenti sono stati sottoposti al progetto di monitoraggio biologico che prevedeva analisi di sangue e urine. Di questi, 755 dipendenti sono stati scelti tra coloro che vengono considerati potenzialmente esposti ai metalli pesanti, quali, piombo, mercurio, zinco, manganese, cromo, cadmio nichel, rame, arsenico e cobalto, e che prestano servizio, in prevalenza, nelle aree esposte alla presenza di questi metalli: Sbarco Materie Prime, Parchi Minerali, Agglomerato, Altoforno 1 e 4, Acciaieria 2, Servizi Acciaierie, Officina di manutenzione centrale. Mentre altri 101 i lavoratori sono stati scelti tra coloro che sono in attività presso il reparto Imbarco prodotti finiti, in un’area in cui non esiste una potenziale esposizione e pertanto i lavoratori sono considerati “non esposti”.

     

    “Dalle analisi chimiche sui campioni di sangue e urine, effettuate nel Laboratorio di Tossicologia Occupazionale dell’Università di Brescia – concludono dall’azienda -, emerge che per gli 856 dipendenti monitorati non sono stati riscontrati valori superiori a quelli di riferimento della popolazione non esposta riconducibili ad una potenziale esposizione di origine professionale”.

     

    “Dai risultati – prosegue la nota Ilva -non viene rilevata alcuna differenza significativa tra le concentrazioni dei metalli dei lavoratori potenzialmente esposti rispetto a quelli non esposti. Lo studio offre, inoltre, a beneficio di tutti gli stakeholder, nozioni scientifiche accreditate tese a garantire la sicurezza e la salute di tutti i lavoratori. I limiti di riferimento presi in esame e con i quali sono stati confrontati gli esiti delle analisi sono quelli fissati da enti accreditati come l’American Conference of Governmental Industrial Hygienists (ACGIH), lo SCOEL (comitato scientifico europeo per i limiti di esposizione occupazionali) e la società Italiana Valori di Riferimento (S.I.V.R.). A questi in una logica di massimo rigore sono stati affiancati gli indici di riferimento, ancora più stringenti, del Laboratorio di Tossicologia Occupazionale dell’Università di Brescia”. 

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