Sabato, 21 Luglio 2018

    Ilva, su proroga la Fiom chiede di vederci chiaro In evidenza

    Dopo la proroga dell’amministrazione straordinaria, la Fiom Cgil chiede chiarezza. E non sono pochi i punti che necessitano di essere approfonditi.

    Nel comunicato diffuso dal ministero dello Sviluppo Economico è scritto infatti che il differimento al 15 settembre dell’ingresso di Am InvestCo in Ilva sarebbe avvenuto “senza costi per lo Stato”.
    Tale formula risulta essere però piuttosto generica. Non è chiaro infatti a quanto ammonti la liquidità residua del gruppo, anche perché non disponiamo di bilanci aggiornati.
    Da qui la prima preoccupazione della Fiom che vorrebbe sapere dai commissari se le risorse bastino anche a pagare le fatture emesse dalle aziende dell’indotto. Molte di queste sono infatti in profonda crisi e i loro dipendenti rischiano di pagare le conseguenze di questo stato di incertezza.
    Vi è poi una domanda cruciale sulle attività di manutenzione straordinaria ed ordinaria. Lo stabilimento cade a pezzi, secondo i resoconti dei responsabili sindacali per la sicurezza, e non è chiaro se vi siano le risorse per tamponare questa emergenza o i soldi in cassa bastino per pagare esclusivamente gli stipendi.
    La Fiom chiede inoltre di essere convocata al più presto. Intanto ha messo nero su bianco i propri quesiti e li ha inviati ai commissari. Tra questi vi è anche una richiesta documentale. “In attesa di una vostra convocazione – scrivono Giuseppe Romano, segretario provinciale della Fiom e Francesco Brigati, componente della segreteria provinciale -, in merito alla proroga prevista dall’art. 27, punto 4, del contratto di aggiudicazione del 5 giugno, per la definizione di alcuni aspetti e l'individuazione delle modalità con cui si intende procedere per traghettare l'attuale fase di gestione Ilva fino alla prossima scadenza del 15 settembre, la Fiom Cgil chiede l'acquisizione della documentazione che ha prodotto tale proroga”.
    Inoltre – aggiungono gli stessi esponenti della Fiom -, così come emerso dal consiglio di fabbrica, il sindacato chiede di essere messo al corrente sugli attuali e futuri assetti produttivi.
    Se le risposte arriveranno è presto per dirlo, ma una cosa è certa: il territorio chiede maggiore chiarezza sui passi compiuti dai commissari.

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