Martedì, 25 Settembre 2018

    Recuperata granata dal mar Piccolo, un’operazione lunga 3 giorni

    Immagine M.M. Immagine M.M.

     Ancora un ordigno esplosivo recuperato dai fondali del mar Piccolo. Ai subacquei del COMSUBIN (reparto dedicato della Marina Militare), sono serviti 3 giorni – dal 7 al 9 luglio scorsi - per riportare a galla l’ennesimo residuato bellico potenzialmente pericoloso che giaceva nei nostri mai.

    Individuato dall’azienda incaricata della rimozione dei materiali di natura antropica presenti sul fondo del mar Piccolo, l’ordigno si trovava a 3 metri di profondità e 20 da via Garibaldi, quindi dalla città vecchia e, per tale ragione, la prefettura di Taranto ha disposto e coordinato l’intervento di bonifica d’urgenza del Gruppo Operativo Subacquei (GOS) della Marina Militare.

    “Intervenire su di un ordigno esplosivo di così grandi dimensioni è sempre particolare, le emozioni e l’adrenalina si fanno sentire e l’attenzione che diamo ad ogni minima azione è sempre massima ” ha dichiarato il comandante Mirko Leonzio.

    “Quando la Prefettura ha disposto il nostro intervento, dalle immagini subacquee inviateci dalla ditta ho riconosciuto subito che si trattava di una granata d’artiglieria. Il nostro sopralluogo ha confermato la presenza di una granata da 105 millimetri della seconda guerra mondiale. Non è mai facile intervenire sottacqua per rimuovere in sicurezza questo tipo di ordigno, ma farlo a pochi centinaia di metri dalle abitazioni di una città rende ancora tutto più complesso. Le operazioni subacquee hanno permesso di imbragare l’ordigno, passare sotto il ponte girevole rimorchiandola a distanza, e raggiungere una zona di mare dove il residuato bellico è stato distrutto”.

    Lo scorso anno i palombari della Marina Militare hanno recuperato e distrutto un totale di 22.000 ordigni esplosivi, mentre dal 1° gennaio 2018 ne hanno già neutralizzati 14.185 dai mari, fiumi e laghi italiani, senza contare i 16.311 proiettili di calibro inferiore ai 12,7 mm anch’essi rimossi e distrutti.

    Con una storia di 169 anni alle spalle, i palombari rappresentano l’eccellenza nazionale nell’ambito delle attività subacquee essendo in grado di condurre immersioni lavorative fino a 1.500 metri di profondità ed in qualsiasi scenario operativo.

     

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    Ultima modifica il Venerdì, 13 Luglio 2018 07:58
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