Lunedì, 10 Dicembre 2018

    Irpef e buoni pasto, i dipendenti comunali pressano l’amministrazione In evidenza

    È il rimborso Irpef il nuovo fronte caldo su cui si fronteggiano le sigle sindacali dei dipendenti comunali, Fp Cgil e Uil Fpl, e l’amministrazione Melucci. Con le prime che chiedono un tavolo urgente di confronto al primo cittadino per appurare la veridicità delle notizie che circolano in queste ore in merito allo scaglionamento del rimborso Irpef in due mensilità.

    Ecco cosa scrivono nella loro richiesta di incontro al sindaco Annamaria Marra (Cgil) e Patrizia Catucci (Uil): “La giunta Melucci, per quanto è dato sapere, avrebbe deciso di rimborsare l’Irpef in due mensilità, luglio e agosto a causa di incapienza di bilancio. Orbene queste organizzazioni sindacali nutrono seri dubbi circa la legittimità di tale decisione essendo i rimborsi Irpef di provenienza statale e  stigmatizzano ancora una volta l’assenza di corrette relazioni sindacali”.

    Insomma, al di là del merito della vicenda, tra le parti non c’è ancora dialogo. Così come appaiono non ancora superate le questioni che qualche settimana fa hanno indotto le stesse federazioni sindacali a convocare la stampa per annunciare l’invio di una diffida formale all’amministrazione comunale in merito alla produttività relativa alle annualità 2016 e 2017 e agli accantonamenti per la produttività del 2018.

    Al Consiglio comunale si chiede invece di sottoporre a dibattito la questione relativa ai buoni pasto. Il fornitore degli stessi, Qui Group, verserebbe in una situazione di crisi finanziaria che ha fatto allarmare i dipendenti del Comune che temono di perdere la componente della retribuzione erogata loro attraverso tale strumento.

    “Ma la direzione risorse umane – si legge in un documento sindacale prodotto dalle sigle sopra richiamate -, non condividendo le preoccupazioni del sindacato, ha ritenuto esagerate le segnalazioni inviate e ha preferito accontentarsi della rassicurazioni ricevute da Qui Group”.

    È facile comprendere come il solco tra le parti si stia allargando sempre più. Il rischio è quello di uno scontro frontale a suon di carte bollate. Scontro che potrebbe essere disinnescato da una misura al vaglio della Giunta e sottoposta al parere dei revisori dei conti in materia di produttività pregressa. Ma riaprire i canali del dialogo non sarà così facile. Solo un tavolo su cui discutere di tutti i temi all’ordine del giorno potrebbe far rientrare un malcontento che rischia di dilagare ulteriormente.

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