Mercoledì, 15 Agosto 2018

    Irpef e buoni pasto, sindaco e direttore generale rispondono ai dipendenti comunali In evidenza

    È un comunicato scritto a quattro mani quello che dovrebbe fornire ai dipendenti comunali di Taranto alcune risposte in merito alle questioni sollevate in queste settimane da Cgil e Uil. A firmarlo sono il primo cittadino e il direttore generale che, nella nota, si soffermano in particolare sulla questione dei rimborsi Irpef e sui timori inerenti i buoni pasto. Infine, c’è spazio anche per l’annosa questione del salario accessorio, vero e proprio pomo della discordia.

    Ma andiamo con ordine e partiamo dai rimborsi Irpef. Il Comune opera in qualità di sostituto d’imposta, ma – affermano Rinaldo Melucci e Ciro Imperio -  “laddove si trovasse nell’impossibilità di rimborsare il complessivo credito IRPEF riconosciuto ai propri dipendenti, perché non coperto dal correlato prelievo della stessa imposta, può procedere ad una eventuale erogazione a saldo con la mensilità successiva”.

    “Il Comune – prosegue la nota - non ha, conseguentemente, alcuna discrezionalità rispetto a fantasiose procedure alternative, non potendo anticipare con risorse proprie i rimborsi di tributi erariali”.

    Per ciò che concerne invece i buoni pasto, il sindaco ed il direttore generale sostengono che, “in considerazione delle numerose segnalazioni pervenute da parte dei dipendenti che lamentano e contestano il rifiuto da parte degli esercizi commerciali convenzionati ad eseguire il pagamento tramite i buoni pasto elettronici, a causa dell’insolvenza della Società Qui Group e preso atto che questa condizione ha generato inaccettabili disagi, producendo anche grave danno all’immagine dell’Amministrazione, la Società è stata formalmente diffidata a provvedere in tempi brevi alla risoluzione della problematica in argomento, pena la risoluzione del contratto in essere e relativa richiesta di risarcimento danni”.

    “Tale procedura – sostengono ancora - è stata ritenuta la più idonea, in relazione alle possibilità ed al tentativo di contenere i disagi per i dipendenti comunali, a fronte del sicuro blocco della fruizione dei buoni pasto cui si sarebbe andati incontro con l’immediata risoluzione del contratto tanto auspicata da chi non ha vagliato ogni possibile conseguenza, oltre che della mancata fruizione di quanto già maturato”.

    Infine vi è il capitolo salario accessorio. Il più spinoso. “A riguardo – sostengono Melucci e Imperio -, è stata predisposta una proposta di deliberazione della Giunta comunale, la cui adozione è subordinata al definitivo parere dell’organo di revisione. Il principale nodo da sciogliere riguarda la modalità formale della programmazione di determinati risparmi di spesa ed il successivo perseguimento degli obiettivi, che consentirebbero l’incremento del fondo rispetto a quanto rideterminato a seguito dei rilievi del MEF”.

    “L’ostacolo -  precisano in conclusione - potrebbe essere rappresentato, per l’organo di revisione, dall’assenza della specifica delibera di programma di razionalizzazione della spesa non adottata nei pregressi anni di riferimento, pur in presenza dei medesimi obiettivi programmati nel più ampio atto di programmazione gestionale (PEG),  regolarmente perseguiti”.  

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