Giovedì, 18 Ottobre 2018

    Genitori Tarantini contro Melucci: “Si dimetta per il bene di Taranto” In evidenza

    Sono dichiarazioni gravi quelle che l’associazione Genitori Tarantini rivolge al sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci. Sono contenute in una lunga lettera aperta in cui richiama il primo cittadino alle sue responsabilità di garante della salute pubblica. Ma non solo. La questione ambientale è solo il punto di partenza per una valutazione più ampia dell’operato del sindaco Melucci cui proprio non viene perdonato il fatto di essersi schierato solo inizialmente contro il ministro Calenda, salvo poi ritirare il ricorso al Tar sul Dpcm che concede l’Aia all’Ilva.

    “Non ha mosso alcuna protesta ufficiale – scrivono i Genitori Tarantini - avverso la costruzione della famigerata copertura dei parchi di minerale, ultimo mortale colpo all’idea di sviluppo turistico della città. Nulla ha detto riguardo le falde inquinate, sia di superficie che di profondità; nulla dice sulle emissioni inquinanti che non si vedono. Nascondere la polvere sotto il tappeto: questa sembra la sua politica per l’Ilva”.

    “In questi giorni – dicono ancora in componenti dell’associazione -, anche l’Eni si è divertita parecchio sulla pelle dei tarantini, facendo a gara con l’Ilva per chi procura danni più seri alla nostra comunità e al nostro territorio”.

    L’attacco è a tutto tondo e non riguarda solo le questioni ambientali: “Qualche consigliere le avrebbe anche posto domande sull’operato della giunta da lei presieduta già da oltre un anno, ma, a quanto sembra, il sindaco sembra brillare più per la sua assenza che per la sua presenza”, affermano.

    Ed ancora: “Le navi da crociera che l’anno scorso attraccarono a Taranto sono solo un ricordo, ma sono servite a lei per la sua campagna elettorale. Adesso, non servono più, evidentemente. Le infrastrutture, il porto, l’aeroporto, la stazione ferroviaria e l’autostrada restano solo il sogno di chi avrebbe voluto per Taranto il posto che le compete per Storia e Bellezza. La sua politica per Taranto, fatta di rimpasti continui, tra esoneri di personaggi a lei scomodi e assunzione di persone un tempo all’opposizione, è fallimentare”.

    Alla fine della lunga missiva arriva la richiesta di dimissioni: “Le chiediamo di fermarsi, chiedere scusa ed andare per il bene di Taranto”.

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