Giovedì, 18 Ottobre 2018

    Vertice su Ilva, tutte le reazioni. Di Maio: non siamo soddisfatti. In evidenza

    "Ho chiesto ad ArcelorMittal dei miglioramenti sul piano ambientale e occupazionale e per me non sono ancora soddisfacenti". È questa la conclusione del ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, al termine del tavolo odierno sull'Ilva al quale erano invitate 62 tra associazioni ambientalisti, sigle sindacali ed enti locali.

    Ma anche la reazione del presidente della Regione, Michele Emiliano, che da anni spinge sulla linea della decarbonizzazione non è entusiastica: " Vogliono ricostruire i due altiforni attualmente fermi per superamento della vita industriale utile - evidenzia - alimentandoli ancora a carbone”.

    Emiliano ha ribadito che "questa fabbrica deve essere totalmente decarbonizzata", altrimenti "non c'è altra alternativa che chiudere.

    Nell'addendum proposto da ArcelorMittal e presentato al tavolo, il gruppo franco-indiano non fa marcia indietro neanche in merito al proposito di portare e mantenere la produzione dell'acciaieria vicina agli 8 milioni di tonnellate annue. Elemento questo che fa insorgere Legambiente: "Sulla base della valutazione del danno sanitario effettuata da Arpa Puglia - commenta il presidente di Legambiente Stefano Ciafani, intervenuto al tavolo convocato dal ministro Di Maio - riteniamo che non si debbano superare i 6 milioni di tonnellate come massima produzione possibile senza rilevanti rischi per la salute”.

    “Legambiente – dice ancora il numero dell’associazione - valuta, invece, positivamente l'annunciata anticipazione, in alcuni casi abbastanza sensibile, di realizzazione degli interventi previsti dal Piano Ambientale, tra cui - ma non è una novità - il completamento della copertura dei parchi minerali previsto per gennaio 2020. Una positiva apertura sembra, inoltre, essere quella che l'azienda fa in merito alla decontaminazione del suolo e della falda del sito dell'impianto di Taranto, ma le indicazioni rimangono troppo generiche e Legambiente chiede in merito impegni più precisi e scadenzati”.

    "Infine - aggiunge Stefano Ciafani - chiediamo che, in attesa del completamento delle coperture dei parchi minerali e fossili, si preveda l'abbassamento dell'altezza dei cumuli, utile a ridurre il carico di polveri nocive che grava sulla città in particolare nei wind days. Inoltre, dopo anni di ritardi e omissioni che hanno alimentato la preoccupazione dei cittadini e dei lavoratori di Taranto, chiediamo un salto di qualità sulla trasparenza, rendendo pubblico lo stato di avanzamento dei lavori di ammodernamento impiantistico e sulle bonifiche dei siti inquinati".

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