Giovedì, 16 Agosto 2018

    Ilva, Di Maio scrive all’Avvocatura. Ecco la lettera In evidenza

    Il ministro dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Politiche Sociali, Luigi Di Maio ha richiesto ufficialmente all’Avvocatura dello Stato il parere in merito a possibili anomalie relative alla procedura di gara per il trasferimento a terzi dei complessi industriali facenti capo alle società del gruppo ILVA in amministrazione straordinaria.

    Era una mossa annunciata da tempo, ma che sino ad oggi non si era concretizzata. Al termine dell’incontro di lunedì, il ministro aveva annunciato di aver pronta la richiesta e di auspicare una risposta entra ferragosto. Se i tempi saranno questi, non è dato sapere al momento.

    Ciò che si può evincere dal testo della lettera sono i punti fondanti sui quali all’Avvocatura è chiesto di esprimersi in maniera dettagliata.

    Innanzitutto ci sono le questioni sollevate dall’Anac nella relazione inviata allo stesso Di Maio in cui si avanzavano dubbi sul continuo posponimento della data di esecuzione del piano ambientale, il possibile nocumento al principio della concorrenza dovuto a tale spostamento in avanti e la non concessine a Jindal della possibilità di rilanciare rispetto all’offerta inziale.

    Ma ci sono anche tre ulteriori questioni. La prima riguarda l’immunità penale: “Si domanda a codesta Avvocatura Generale – scrive il ministro - se tali disposizioni, introdotte mediante decretazione d’urgenza e sino ad ora non oggetto di disamina da parte della Corte costituzionale, presentino (o possano presentare) eventuali profili di illegittimità tali da giustificarne una rimozione ovvero una rimodulazione sul piano normativo”.

    In secondo luogo: “La eventuale sussistenza di preclusioni di carattere normativo alla autorizzazione all’aggiudicazione, e alla conseguente aggiudicazione della procedura di trasferimento di complessi aziendali inclusivi, altresì, di impianti attualmente sotto sequestro”.

    Da ultimo, se vi sia “possibile conflitto di interessi derivante dalla circostanza che uno dei componenti del comitato di sorveglianza delle società del gruppo Ilva in amministrazione straordinaria in rappresentanza del ceto creditorio è stato indicato da una società presieduta da parte di presidente di una delle società componenti la cordata poi risultata aggiudicataria nell’ambito della procedura di cui trattasi”.

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