Giovedì, 20 Settembre 2018

    Imbrattato scivolo per bambini. Chi fermerà l’inciviltà? In evidenza

    Cosa ci fa il nome di un cantante neo melodico su uno scivolo destinato ai bambini appena installato dall’amministrazione comunale? Ma forse cercare un senso a cose che – come direbbe Vasco – un senso non lo hanno, è solo una perdita di tempo. Un tentativo di razionalizzare ciò che razionale non è. E allora limitiamoci ai fatti. E i fatti dicono che uno degli scivoli montati in piazza Maria Mazzarella è stato imbrattato con della vernice nera. Ora, su di esso compare il nome di un “artista di nicchia”.

    Facile immaginare l’indignazione di chi, quei giochi, li aveva voluti e pubblicizzati tramite i social network, come l’assessore all’Ambiente, Francesca Viggiano. Ma oltre l’indignazione, inizia ad emergere una certa impotenza. Gli episodi di vandalismo, prepotenza, inciviltà sono una miriade e non ci sono soluzioni che tengano. Anzi, quelle che vengono individuate ed adottate non fanno che evidenziare l’impossibilità di stroncare tali fenomeni una volta per tutte.

    I jersey a san Vito eviteranno che le auto arrivino fin sulla battigia in località Lampare, ma tra questa sera e domani saremo di nuovo a denunciare gli accampamenti sulle spiagge di viale del Tramonto (e non solo). Del resto, per sgomberare il litorale dagli accampamenti abusivi servirebbe un esercito.

    Vanno bene le telecamere che inquadrano coloro che scaricano rifiuti di ogni genere a fianco ai cassonetti, ma l’incivile troverà sempre un campo coperto da sterpaglie dove abbandonare i propri mobili usati o il materiale di risulta di lavori di muratura. I vigili urbani sono pochi e, a volte, la loro autorità non viene riconosciuta come dovrebbe essere.

    Insomma, ci ritroviamo ancora una volta a constatare che esistono due città. Ed una è ostaggio dell’altra. E molto spesso la città vittima della barbarie è anche quella che paga i danni causati dall’altra metà. In questo clima di indignazione ed impotenza, la rabbia si dirige sugli obiettivi sbagliati. Difficile dire se invertire la rotta sia possibile o utopistico, ma l’amministrazione comunale (l’attuale come quelle future di qualunque colore esse siano) non può farcela da sola. Serve un fronte comune che vada dalle forze dell’ordine ai cittadini e che abbia il coraggio di rialzare la voce per pretendere un po’ di normalità.

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